Moka, labrador chocolate di 11 anni, e Honey, meticcia adottata, hanno volato nei giorni scorsi da Linate a Fiumicino sedute accanto alle loro proprietarie: niente trasportino, ma pettorina e museruola, tappetino assorbente e ciotola.
È il primo test pubblico dopo l’aggiornamento delle linee guida Enac, che consentono (non impongono) alle compagnie di accettare in cabina cani fino a 25 kg.
A bordo, insieme alle due cagnolone, c’erano il ministro Matteo Salvini, la deputata Michela Vittoria Brambilla e i vertici di Enac e Ita Airways, a sottolineare la portata del cambio di paradigma: superare l’automatismo della stiva pressurizzata per chi supera i 10 kg, una soluzione spesso temuta dai proprietari e sconsigliata dai veterinari.
La prospettiva ora è concreta: d’ora in poi i cani potranno essere liberi di viaggiare con i loro umani, come passeggeri a tutti gli effetti, nel rispetto delle regole di sicurezza e convivenza.
Le nuove policy non aboliranno i trasportini per i piccoli né varranno ovunque in modo uniformi – spetterà ai vettori aderire, definire posti dedicati e procedure d’imbarco – ma aprono scenari finora impensabili: famiglie che potranno pianificare vacanze e trasferte senza separazioni forzate, aeroporti più attrezzati, personale formato nella gestione degli animali.
Restano nodi da sciogliere: standard internazionali da armonizzare, spazi a bordo, eventuali estensioni oltre i 25 kg. Ma il volo di Moka e Honey segna l’inizio di una normalità attesa.
Se le compagnie seguiranno la strada tracciata, il cielo italiano potrà diventare davvero pet-friendly: non più “bagagli speciali”, bensì compagni di viaggio con diritti chiari e tutele adeguate.