7 Novembre, 2026 Cesenatico

Capezzone al Festival Malatestiano della Libertà: “Il centrodestra è al governo ma non al potere”

Si è tenuto ieri pomeriggio, nella suggestiva cornice della Biblioteca Malatestiana di Cesena, uno degli appuntamenti più attesi del Festival Malatestiano della Libertà. Al centro dell’incontro, il rapporto tra libertà e quadro politico globale contemporaneo, approfondito in occasione della presentazione dell’ultimo libro del direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone, “Trumpisti o muskisti, comunque fascisti” (Edizioni Piemme).

A moderare il confronto è stata Federica Mosconi, volto noto di Teleromagna, che ha guidato il dibattito tra riflessioni politiche, attualità e analisi del clima culturale contemporaneo. 

Dopo l’introduzione di Francesco Giubilei, che ha sottolineato come il Festival ambisca a “trovare un rapporto concreto tra cultura e realtà, declinandolo tra identità del territorio e rappresentanza istituzionale”, si sono susseguiti gli interventi di diversi esponenti politici del territorio, oltre a quello dello stesso Capezzone.

Il cuore del dialogo ha riguardato la delegittimazione dell’avversario politico, oggi resa evidente dall’uso sistematico di etichette ideologiche nel dibattito pubblico. Capezzone, riprendendo i temi affrontati nel suo libro, ha descritto un clima di crescente polarizzazione: “Abbiamo ormai sdoganato il tabù dell’inviolabilità fisica dell’avversario”, ha esordito, richiamando dati che, a suo avviso, mostrano una progressiva radicalizzazione del confronto politico.

“Dire la verità è la cosa meno dolorosa e, al tempo stesso, più facile da ricordare”, ha aggiunto, indicando nella chiarezza e nella coerenza la strada per affrontare le figure controverse che segnano l’attuale scenario internazionale.

Non è mancato un passaggio sulla comunicazione politica. “Il centrodestra è al governo ma non al potere”, ha affermato Capezzone, sostenendo che “lo schieramento dei grandi media e delle élite culturali resti largamente sbilanciato”. Da qui l’invito a “ripristinare il confronto ad armi pari, uno contro uno, senza squilibri”.

Sulla stessa linea è intervenuta la deputata di Fratelli d’Italia Alice Buonguerrieri, che ha denunciato l’uso dell’etichetta “fascista” come strumento per evitare il confronto sui contenuti. “È l’unico modo che una certa sinistra ha a disposizione per non entrare nel merito”, ha dichiarato. “Mostrificare l’avversario significa avere paura del confronto”.

Jacopo Morrone, parlamentare della Lega, ha invece posto l’attenzione sul contesto locale, evidenziando un clima difficile per chi esprime posizioni non allineate. “Ci sono persone che mi dicono: la penso come te, ma non posso ammetterlo pubblicamente”, ha raccontato, parlando di una pressione sociale che “finisce inevitabilmente per limitare la libertà di espressione”.

L’onorevole Rosaria Tassinari, di Forza Italia, ha infine richiamato la necessità di difendere il pluralismo culturale. “Non possiamo accettare che la cultura sia solo di sinistra”, ha affermato, criticando “una logica demolitoria che attacca la persona invece delle idee” e ribadendo che “la libertà sta anche nel difendere il diritto degli altri a esprimersi”.

Nel suo intervento conclusivo, Capezzone ha allargato lo sguardo al quadro internazionale e mediatico: “Non possiamo usare fattori esterni come alibi per nascondere le nostre debolezze”, ha detto, invitando il pubblico a una maggiore consapevolezza. “Occorre dire e dirsi la verità, anche quando è scomoda”.

Partecipato e animato, l’incontro ha confermato il Festival come uno spazio di discussione politica e culturale radicato nel territorio, capace di richiamare pubblico e protagonisti del dibattito nazionale.

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