A ridosso del 31 dicembre il WWF rilancia l’appello: ogni Comune adotti un’ordinanza che vieti i botti di Capodanno. Dove il divieto già esiste, avverte l’associazione, il problema resta l’applicazione: “il rispetto delle regole è ancora troppo basso”, quindi servono controlli e sanzioni efficaci.
Il nodo più urgente riguarda gli animali. Esplosioni e lampi causano paura, disorientamento e fughe caotiche in cani, gatti e fauna selvatica, con incidenti e conseguenze spesso mortali, soprattutto tra gli uccelli. Cani e gatti, che percepiscono frequenze ben oltre l’uomo, soffrono in modo amplificato.
Gli effetti possono durare: a Valencia uno studio ha segnalato impatti ecologici prolungati del rumore, con possibili ricadute sul ciclo riproduttivo dei passeri; in Austria, su 20 oche monitorate a Capodanno, il battito cardiaco medio è salito del 96% (da 63 a 124 bpm) e la temperatura corporea è salita da 38°C a 39°C fino al mattino successivo. Un sondaggio Weenect (2024) indica che il 26% degli animali si nasconde, il 20% tenta di fuggire e fino a un quarto mostra stress persistente.
Ci sono poi i danni ambientali: scintille e alte temperature possono innescare incendi o bruciature su chiome e tronchi, mentre residui chimici ricadono sul suolo. In aria aumentano particolato, metalli pesanti e perclorati.
Per festeggiare in sicurezza, il WWF invita a scegliere spettacoli luminosi e soluzioni a basso rumore.