Casa Moretti saluta Fausto Curi con profonda stima e riconoscenza. Il critico e italianista, scomparso a Bologna giovedì 21 maggio, era da sempre tra i collaboratori più assidui dell’istituto cesenaticense e aveva fatto parte fin dalla prima ora del suo Comitato Scientifico.
Il legame con Casa Moretti è stato lungo e significativo, fondato su una comune attenzione alla letteratura del Novecento, alla ricerca critica e alla trasmissione del sapere. Proprio per la gratitudine verso questa collaborazione e per il valore di una carriera prestigiosa, nel 2021 la Giuria del Premio Casa Moretti gli aveva assegnato il riconoscimento.
Nato nel 1930 e formatosi all’Università di Bologna con Luciano Anceschi, Curi è stato una delle voci più autorevoli della critica letteraria italiana del secondo Novecento. Il suo magistero si è espresso non solo dalla cattedra, ma anche attraverso una intensa militanza culturale, che lo vide tra i promotori del Gruppo 63 e tra i protagonisti della Neoavanguardia.
Autore di numerosi volumi di critica e teoria letteraria, collaborò con riviste centrali nella storia culturale italiana, da «Il Verri» a «Lingua e Stile». I suoi studi, spesso dedicati alla poesia, hanno attraversato l’intera modernità letteraria, dalle avanguardie storiche alla contemporaneità, con uno sguardo interdisciplinare aperto alla linguistica, alla retorica, alla psicanalisi, alla sociologia e all’antropologia.
Nel ricordarlo, Casa Moretti sottolinea non solo il prestigio dello studioso, ma anche la continuità di un rapporto umano e scientifico che ha accompagnato la vita dell’istituto. Gli amici di Casa Moretti lo salutano oggi come un maestro, un interlocutore prezioso e una presenza decisiva nella storia culturale della casa museo.