7 Novembre, 2026 Cesenatico
Il sindaco Gozzoli: “Il Cau di Cesenatico non sarà toccato”

Cau, nuova svolta della Regione: cambiano ancora, ma nessuno sa come


L’unica certezza è che i Cau cambiano ancora. Per l’ennesima volta la Regione Emilia-Romagna rimette mano ai Centri di assistenza urgenza, che negli ultimi anni hanno rappresentato uno dei tasselli più visibili della riorganizzazione territoriale della sanità. L’indicazione politica è chiara, molto meno lo è però l’approdo finale: i presidi verranno progressivamente trasformati, assorbiti nella nuova rete dell’assistenza primaria e maggiormente integrati con ospedali, emergenza-urgenza e numero unico 116117. Ma, al di là dell’annuncio, non esiste ancora uno schema compiuto che dica in modo netto e comprensibile ai cittadini cosa diventeranno, sede per sede, i Cau oggi attivi.

A confermare la volontà della Giunta è stato l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi, rispondendo in Assemblea legislativa a un’interrogazione del consigliere Giovanni Gordini, della lista Civici per de Pascale. Il messaggio dell’assessore è che i Cau hanno prodotto risultati positivi e che proprio per questo l’intenzione non è cancellarne l’esperienza, ma riassorbirla “dentro un nuovo assetto”. In particolare, quelli collocati nelle Case della Comunità dovrebbero essere trasformati “in ambulatori delle Aggregazioni funzionali territoriali, diventando il punto di riferimento per le urgenze a bassa complessità e non differibili”.

La riorganizzazione, nelle intenzioni della Regione, dovrebbe poi estendersi anche ai Cau presenti in altre strutture, comprese quelle ospedaliere, mentre quelli interni ai Pronto soccorso dovrebbero essere ulteriormente integrati con il sistema dell’emergenza-urgenza. Sullo sfondo c’è anche l’attivazione del 116117, destinato a diventare la porta di accesso telefonica per orientare i cittadini nella rete dei servizi territoriali.

Il problema, però, è tutto nella fase di mezzo. Perché la direzione politica appare definita, ma la traduzione concreta resta ancora sfumata. Mancano, almeno per ora, una mappa dettagliata, tempi certi e un quadro operativo che spieghi come si passerà dai Cau attuali ai nuovi ambulatori Aft, quali sedi resteranno, quali funzioni cambieranno e con quali risorse. Ed è proprio questo il nodo: si annuncia una nuova trasformazione, ma non è ancora disponibile un disegno leggibile fino in fondo.

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