22 Settembre, 2026 Cesenatico

Certificati “anti-rimpatrio”, si complica la posizione degli 8 medici indagati a Ravenna: la Procura chiede un anno di sospensione

Si complica la posizione degli otto medici del reparto di Malattie Infettive di Ravenna indagati nell’inchiesta sui cosiddetti certificati “anti-rimpatrio”. Dopo la richiesta della Procura di una misura interdittiva – la sospensione per un anno dall’esercizio della professione – nelle carte dell’indagine potrebbero trovare spazio anche elementi ulteriori destinati a pesare sul quadro accusatorio. Tra questi, secondo quanto trapela, vi sarebbero possibili intercettazioni telefoniche che gli inquirenti ritengono significative per ricostruire il contesto in cui venivano redatti alcuni attestati di non idoneità al trattenimento nei Cpr, i Centri di permanenza per i rimpatri.

L’ipotesi investigativa resta quella del falso ideologico: certificazioni che, sempre secondo l’accusa, non sarebbero state il risultato di una valutazione esclusivamente clinica, ma la conseguenza di un’impostazione “a monte”, con diagnosi e formulazioni adottate in modo preordinato. In sostanza, il sospetto è che in determinati casi le visite e le conclusioni riportate nei documenti siano state orientate da ragioni ideologiche, con l’obiettivo di impedire l’invio di alcuni cittadini stranieri nei Cpr e, a cascata, il rimpatrio.

Al centro dell’inchiesta ci sono le procedure che regolano l’idoneità al trattenimento amministrativo e le condizioni sanitarie che possono escluderla. Proprio su questo crinale – tra discrezionalità medica e criteri normativi – si gioca la partita giudiziaria: capire se si sia trattato di valutazioni legittime o di attestazioni costruite ad arte.

Dal canto loro, i medici – finora intervenuti tramite i difensori – respingono ogni addebito, sostenendo che i dati inseriti nei certificati “corrispondono al vero” e che le diagnosi contestate sarebbero state formulate in “scienza e coscienza”. Ora la decisione del gip sulla sospensione e l’eventuale peso delle conversazioni intercettate potrebbero segnare una svolta nell’indagine.

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