Cervia si prepara a diventare uno dei primi banchi di prova, sulla costa romagnola, della tanto discussa “Bolkestein”: le gare pubbliche per riassegnare le concessioni balneari. Mentre molti Comuni restano attendisti, in attesa di chiarimenti su indennizzi e regole uniformi, Cervia ha già imboccato una strada operativa: linee guida approvate e bandi annunciati entro la primavera con l’obiettivo di arrivare alle nuove assegnazioni entro l’autunno.
La spinta decisiva arriva anche dal fronte giudiziario e istituzionale. L’Antitrust (Agcm) ha contestato le delibere di proroga e, pur avendo visto respinto un ricorso al Tar Emilia-Romagna per questioni formali, ha impugnato la decisione: il Consiglio di Stato è chiamato a pronunciarsi il 17 febbraio. In questo contesto, l’amministrazione cervese ha scelto di non restare immobile. A dicembre la giunta ha approvato l’impianto dei bandi e ha fissato una data chiara: pubblicazione entro il 31 maggio, in modo da chiudere l’iter entro fine stagione.
A rendere l’operazione ancora più probabile, e forse più rapida, è il cambio ai vertici: dopo le dimissioni del sindaco è subentrato un commissario, Michele Formiglio, chiamato all’ordinaria amministrazione e quindi meno esposto alle pressioni politiche di una partita delicatissima come quella delle concessioni. Non a caso, il tema è già stato al centro di un confronto con le categorie economiche locali.
I numeri sono imponenti. Cervia, infatti, intende mettere a bando 289 concessioni del suo litorale, di cui 216 stabilimenti balneari pubblici, 44 stabilimenti a uso privato delle colonie e altre 29 attività tra noleggi pedalò, scuole vela, il traghetto che attraversa il porto canale e il cantiere nautico De Cesari.
Nei criteri di valutazione peseranno l’offerta tecnica, l’esperienza professionale e l’offerta economica, ma anche elementi ormai centrali nelle politiche costiere: riqualificazione delle strutture, innovazione e contenimento dei consumi energetici, miglioramento dei servizi pubblici, accessibilità per disabili e attenzione agli animali d’affezione, oltre alla possibilità di allungare la stagione con servizi annuali. Previsti incentivi anche per chi assume giovani e per chi propone investimenti di utilità pubblica sull’arenile.
È proprio questa “prontezza” cervese a suscitare interesse nei Comuni vicini, Cesenatico compresa. La città guarda con attenzione a un modello che potrebbe anticipare il futuro di tutta la riviera: se Cervia riuscirà a pubblicare e chiudere i bandi senza inciampi, diventerà un riferimento concreto su tempi, punteggi, requisiti e possibili contenziosi. In altre parole, la Bolkestein smette di essere solo una parola d’ordine nazionale e prende la forma di atti amministrativi, scadenze e gare vere. E chi è più vicino, oggi, osserva più da vicino.