La riunione si è trascinata fino a tarda sera, con un clima che in partenza faceva temere lo strappo. Invece, la direzione del Partito democratico di Cervia ha scelto una linea compatta sul caso Mattia Missiroli: le dimissioni annunciate “non devono diventare terreno di ripensamenti”. Un esito che ribalta le attese dei giorni precedenti, quando nel partito aveva preso corpo un’area “garantista”, pronta a sostenere l’ipotesi di un passo indietro… al contrario: chiedere al sindaco di restare.
A nutrire quella posizione avevano contribuito alcuni elementi emersi sul fronte giudiziario: un contesto familiare descritto come “conflittuale e reciproco”, la separazione già avviata, e l’idea – tutta da verificare – che la seconda richiesta di custodia cautelare avanzata dalla Procura possa non trovare accoglimento.
Ma, nella valutazione politica, la direzione ha ritenuto dirimente il gesto già compiuto: l’annuncio delle dimissioni letto in Consiglio comunale il 22 dicembre, con Missiroli assente. Per molti, un atto che non si “disfa”.
A segnare il confine sono intervenute anche figure di peso del partito, tra ringraziamenti per l’amministrazione svolta e l’indicazione, netta, di non riaprire la partita. Nelle stesse ore è arrivata una conferma anche dalla segreteria provinciale: nessun percorso alternativo, nessuna trattativa sotterranea.
Resta un dettaglio che, sul piano formale, pesa: le dimissioni non risultano ancora protocollate. Il sindaco è fuori città con i figli e la firma richiede la sua presenza; la data che circola è lunedì 5 gennaio. Da lì partirebbero i 20 giorni previsti dalla norma per un eventuale ritiro, ma il messaggio politico interno è già stato recapitato: la strada è segnata.
Quando l’iter sarà completo, scatterà la fase istituzionale: il prefetto dovrà individuare un commissario per traghettare il Comune fino alle elezioni, attese non prima di fine aprile o inizio maggio. Tra fine gennaio e inizio febbraio, inoltre, è previsto il decreto del Presidente della Repubblica che sancirà decadenza della giunta e scioglimento del Consiglio comunale. Intanto, nei primi giorni di gennaio, è attesa anche l’udienza del Riesame a Bologna sulla nuova richiesta di misura cautelare.
Qualunque sia l’esito, però, a Cervia la politica sembra aver già voltato pagina.