Ha scelto di non parlare in pubblico. La moglie di Mattia Missiroli, ex sindaco di Cervia, tramite il legale dice di affidarsi alla magistratura. Nelle carte dell’indagine – avviata in “codice rosso” dopo l’intervento della polizia – ricostruisce però una convivenza diventata sempre più difficile.
Agli inquirenti spiega che, pur essendo in separazione di fatto dal 2020, i due avrebbero continuato a vivere sotto lo stesso tetto. I litigi, nati per questioni di casa e per i figli, sarebbero degenerati in offese e umiliazioni ripetute, fino a episodi di violenza. Tra i ricordi c’è un fatto del 2012: dopo uno schiaffo, sostiene di aver avuto un disturbo temporaneo alla vista e di essere andata al pronto soccorso. Racconta anche di essersi rivolta a un centro antiviolenza e che la coppia avrebbe tentato una terapia, con un periodo di apparente tregua.
Nei verbali compaiono altri passaggi: un episodio del gennaio 2020, quando lei afferma di essere stata strattonata e fatta cadere; e una lite del dicembre 2023, legata a questioni economiche, durante la quale descrive calci alle spalle nel buio della camera, fermandosi – dice – solo quando lei avrebbe minacciato di chiamare il 112.
L’ultimo capitolo, datato 5 dicembre, è quello che avrebbe fatto scattare la denuncia d’ufficio: la donna dice di essere stata afferrata e spinta, cadendo e riportando abrasioni. Da terra avrebbe ripreso la scena col cellulare, mentre lui negava. Dopo le dimissioni, l’inchiesta prosegue: la Procura può impugnare la decisione del gip che ha respinto la misura cautelare.