Le dimissioni di Mattia Missiroli aprono a Cervia una fase difficile: commissario in arrivo e ritorno alle urne in primavera. Ma la frattura più profonda è nella coalizione. Tra civici e moderati monta la resa dei conti: “Non permetteremo al Pd di calpestare un’altra mina”, è il messaggio neppure troppo criptato.
Gli alleati sostengono che il Pd abbia imposto la candidatura di Missiroli minimizzando dubbi e segnali già circolati negli anni, forte dell’idea di un primato intoccabile. Ora il cartello “Per Cervia” chiede ai dem un passo indietro e indica due volti per ripartire: il vicesindaco Gianni Grandu e la consigliera Rossella Fabbri, già assessora a Faenza. Per segnare la discontinuità e recuperare consenso, soprattutto tra le donne, l’ipotesi Fabbri appare la più spendibile.
Il Pd, però, non intende cedere una roccaforte e guarda a profili come Andrea Corsini e Luca Coffari, descritti come poco inclini a una campagna in salita. Sullo sfondo cresce lo scenario peggiore: corse in ordine sparso, con Gabriele Armuzzi (area Pri) pronto a candidarsi da solo. Se la nave comune affondasse, il centrosinistra potrebbe presentarsi con tre candidati. E il centrodestra potrebbe approfittarne.