22 Settembre, 2026 Cesenatico

Cesenatico 1966, la spesa sotto casa: dal sacchetto di carta alle prime “grandi marche”

Nel 1966, a Cesenatico, fare la spesa voleva dire entrare in una drogheria di quartiere e affidarsi a occhi, parole e abitudini: “un chilo di pasta”, “mezzo litro d’olio”, “sei uova”, “due etti di salame”. 

La cucina era quotidiana e robusta, fatta di piatti semplici e di scorte che non tradivano: conserve, zucchero, caffè, biscotti. E sugli scaffali – tra lattine, scatole e bottiglie – spuntavano già nomi che avrebbero segnato la memoria collettiva.

Per la dispensa c’erano le paste Buitoni (e, spesso, anche Barilla), le conserve di pomodoro Cirio e Mutti, i “rinforzi” pronti come la Simmenthal e i prodotti da banco e da frigo, dove Galbani faceva rima con burro e formaggi. 

Per dare sapore alle minestre e ai sughi, i dadi e gli estratti Liebig erano un alleato pratico. E poi il momento del gusto: i Baci Perugina, il caffè – con confezioni che potevano essere Caffè Paulista e, a seconda delle abitudini di casa, anche Lavazza o, più verosimilmente in certi contesti, Kimbo/Splendid – e i biscotti di marche come Pavesi e Saiwa. 

Nella parte “dolce” e delle ricorrenze, comparivano nomi come Motta e Alemagna; per lo zucchero, Eridania era un riferimento diffuso. Tra gli altri marchi onnipresenti in una drogheria di quegli anni: Star (preparati e dadi) e Arrigoni (cacao e dolciumi). E, in alto sugli scaffali, non mancavano spesso bottiglie per aperitivi e dopocena: Stock, Cinzano, Martini & Rossi, Ramazzotti, Pernod.

Quanto si spendeva? Facendo un conto approssimativo con i prezzi medi al consumo 1966 della serie storica ISTAT (convertiti in lire), una “spesa tipo” da alimentari – 1 kg di pane, 1 kg di pasta, 1 litro di latte, 1 kg di zucchero, 250 g di caffè, mezzo litro d’olio, 200 g di burro, 300 g di salame e 6 uova – valeva circa 2.800 lire (ordine di grandezza 2.500–3.500 lire, a seconda delle quantità e del banco). 

In fondo, era questo il segreto degli alimentari di Cesenatico: un negozio piccolo, ma una dispensa grande quanto la vita di tutti i giorni.

Nella foto un negozio alimentari di Cesenatico nel 1966

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