7 Novembre, 2026 Cesenatico

Cesenatico Civica: “Serve un salto di qualità, l’Europa diventi Unione politica”

Un’Europa capace di decidere e agire, con strumenti fiscali e di bilancio adeguati, una politica energetica comune e una difesa più integrata. È la direzione indicata da Cesenatico Civica, che in Consiglio ha votato a favore della mozione presentata dal Movimento Federalista Europeo: un atto che impegna il Governo italiano a farsi promotore, nel Consiglio europeo e nel Consiglio dell’Unione, di una riforma complessiva dell’architettura comunitaria con l’obiettivo di costruire una vera Unione politica.

A motivare il sostegno è stato il consigliere Giacomo Frigoli che, durante l’ultimo consiglio comunale, ha richiamato le radici storiche del federalismo europeo, nato tra il 1943 e il 1944 sull’onda del Manifesto di Ventotene con l’idea di superare la logica degli Stati nazionali e impedire nuove guerre nel continente. “Un obiettivo storico raggiunto – ha ricordato –: da oltre settant’anni tra i Paesi membri non si registrano conflitti armati. Ma oggi la pace da sola non basta più a garantire forza economica e peso politico”.

Nel mirino, soprattutto, la difficoltà dell’Unione nel reagire con rapidità alle crisi e nel difendere i propri interessi strategici. “L’Europa oggi vale circa il 14-15% del PIL mondiale, mentre vent’anni fa superava il 25%: un segnale di perdita di centralità”, ha osservato Frigoli. Per Cesenatico Civica i risultati dell’integrazione restano importanti – mercato unico, libera circolazione, moneta comune e standard condivisi – ma l’assenza di una piena governance su energia, difesa e fisco, insieme al principio dell’unanimità in diversi ambiti, “frena le scelte decisive”.

Una debolezza che, sottolinea il gruppo, “produce conseguenze anche a livello locale”. In una città turistica come Cesenatico, con oltre 3,6 milioni di presenze annue, le tensioni sui costi energetici e sugli approvvigionamenti “si riflettono sui bilanci di alberghi e pubblici esercizi, riducendo capacità di programmazione e competitività”. Da qui l’appoggio alla richiesta del Parlamento europeo di aprire una Convenzione per la riforma dei Trattati: “Se l’Europa si rafforza – conclude Frigoli – si rafforzano anche territori come il nostro. Se resta frammentata, il prezzo lo pagano le economie più esposte alla concorrenza globale”.

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