C’è chi dorme sotto i portici dei Cappuccini, nei pressi della Caritas, e chi cerca una sistemazione forse un po’ più comoda del cemento. Questa mattina al Parco di Levante un uomo è stato fotografato mentre riposava disteso su una struttura dell’area giochi destinata ai bambini.
Un’immagine insolita, persino surreale, ma che strappa ben poco il sorriso. Perché dietro quella scelta apparentemente “ingegnosa” c’è una questione molto più seria: nel 2026, anche in una città turistica e complessivamente benestante come Cesenatico, ci sono ancora persone che non hanno un letto nel quale dormire.
Il tema del decoro urbano esiste e non va liquidato con superficialità. Un parco pubblico, così come un portico o un marciapiede, deve poter essere utilizzato serenamente da residenti, famiglie e turisti. Le regole servono e devono essere rispettate. Ma il problema non può essere risolto semplicemente spostando altrove chi dorme all’aperto.
Perché, prima ancora di essere una questione di decoro, questa è una questione sociale. Se una persona non dispone di un tetto, continuerà inevitabilmente a cercare una panchina, un portico, un prato o, come accaduto questa mattina, persino un gioco per bambini.
Ed è forse questa la parte più amara della fotografia: possiamo discutere a lungo su dove queste persone non dovrebbero dormire. Prima o poi, però, bisognerà domandarsi seriamente dove possano dormire.

