Cesenatico vive su una costa lunga e fragile: 110 chilometri di litorale basso e sabbioso che l’Emilia-Romagna misura e rimisura da decenni, per capire come si muove ogni granello. È il lavoro di Arpae, che tra 2023 e 2024 ha aggiornato mappe, reti e indicatori dell’erosione: un insieme di rilievi topografici e batimetrici, profili stagionali di spiaggia, analisi granulometriche e letture delle mareggiate che colpiscono l’arenile e le opere a mare.
La grammatica del monitoraggio parte da un presupposto semplice: senza un riferimento stabile, non si confronta nulla. Per questo Arpae e Regione hanno rilivellato la Rete Geodetica Costiera (RGC) tra 2023 e aprile 2024, creando una “spina dorsale” di capisaldi GNSS su cui appoggiare tutti i rilievi topo-batimetrici del litorale. È l’ossatura che consente di dire, con centimetri alla mano, se una spiaggia avanza o arretra, se una scogliera tiene o va in crisi.
Su questo telaio si innestano gli indicatori di erosione costiera: posizione della linea di riva, larghezza della spiaggia emersa, volumi di sabbia, stato e continuità delle difese, letti nel tempo e su “celle” omogenee di costa. Nel quadro regionale aggiornato (pagina “Erosione costiera”), Cesenatico rientra in un mosaico di tratti soggetti a dinamiche contrastanti, dove interventi di ripascimento e opere rigide modulano l’equilibrio tra deriva litoranea e mareggiate.
Uno sguardo allo “storico lungo” aiuta a leggere il presente. Nel rapporto SLEM (stato del litorale al 2018, pubblicato nel 2020) i 2 km a sud del porto canale risultavano stabili e la spiaggia emersa mediamente ampia (≈140 m); più a nord, verso Tagliata, l’equilibrio dipendeva in buona parte da ripascimenti e trasferimenti di sabbia intra-cella (centinaia di migliaia di metri cubi). Senza questi apporti, diversi tratti sarebbero “in equilibrio precario o in erosione”. È un promemoria attuale: senza manutenzione, il bilancio torna negativo.
Il biennio 2023–2024 ha visto inoltre una sequenza di mareggiate con impatti diffusi. Il rapporto tecnico regionale sulle burrasche 2023 registra eventi con danni e allagamenti lungo più tratti della costa; il quadro 2024 è stato oggetto di un nuovo report pubblicato a gennaio 2025, segno di una pressione meteo-marina che resta alta e che modella stagionalmente la geometria della spiaggia anche davanti a Cesenatico.
Il monitoraggio non si limita alla sabbia. Nei rapporti annuali sulla qualità ambientale delle acque marine, Arpae legge sostanze nutrienti, torbidità e trasparenza lungo transetti a varie distanze da riva. Nel 2023, per esempio, alcune grandezze mostravano massimi anche all’altezza di Cesenatico nella serie regionale: un tassello utile per correlare gli apporti fluviali, le rimesse in sospensione durante le mareggiate e gli effetti sulla balneazione.
Cosa significa, in pratica, per chi amministra e per chi lavora in spiaggia?
Che le decisioni – scogliere soffolte, ripascimenti, manutenzione dei pennelli, arretramenti temporanei – hanno oggi una base dati più solida: capisaldi geodetici aggiornati, serie storiche confrontabili, indicatori pubblici, e un catalogo delle mareggiate che documenta dove e come gli eventi colpiscono. Per Cesenatico, nodo tra deriva sud-nord e opere portuali, questa rete di misure è essenziale per pianificare stagioni e investimenti, senza rincorrere l’erosione ma anticipandone i cicli.
La fotografia che esce dal 2023–2024 non è una condanna: è un cruscotto. Dice che il sistema costa reagisce e si può governare se i dati corrono alla stessa velocità delle onde. A Cesenatico, dove l’arenile è anche economia e identità, la differenza tra perdere e guadagnare metri la fa questa alleanza: misurare bene, leggere insieme, intervenire in tempo.