Probabilmente, anche con un presidio fisso dei Vigili del Fuoco a Cesenatico, l’esito più drammatico per Fabiola Collini non sarebbe cambiato. In certi incendi l’intossicazione da fumo è rapidissima e, quando la situazione precipita, i minuti sono sempre pochi. Eppure c’è un elemento che, proprio perché non deve diventare pretesto per polemiche, merita di essere messo sul tavolo: l’incendio di via Brusadiccia è divampato nella notte tra domenica e lunedì, attorno a mezzanotte, quando il servizio dei Vigili del Fuoco volontari di Cesenatico non era più attivo, avendo smontato nel tardo pomeriggio, attorno alle 19.
È una circostanza che non sposta responsabilità – e non deve farle cercare – ma aiuta a capire perché oggi abbia senso interrogarsi su un salto di qualità. I volontari sono una risorsa preziosa: ragazzi preparati, presenti quando possono, che meritano solo riconoscenza perché sottraggono tempo alla famiglia e al lavoro per una buona causa. Proprio perché sono volontari, però, non è semplice coprire tutti gli orari: servono effettivi, serve un autista, serve una squadra completa. E infatti sono attivi solo nei fine settimana (sabato e domenica) e non si può pretendere di più da chi offre il proprio tempo libero.
Il punto, allora, è un altro: anche se, lo ribadiamo, l’incendio fosse scoppiato di sabato sera, e dunque in una fascia potenzialmente coperta, non è detto che l’epilogo sarebbe stato diverso. Ma un presidio fisso, operativo con continuità, avrebbe potuto garantire almeno un intervento più tempestivo, quando il “fattore tempo” è decisivo soprattutto per contenere le fiamme e limitare i danni alle abitazioni.

Oggi, nei casi più gravi, i mezzi principali devono arrivare da Cesena: un tragitto non sempre rapido, spesso con camion pesanti, traffico e variabili che allungano l’attesa. E anche se i tempi d’intervento (entro i 18-20 minuti) sono, sulla carta, sempre garantiti, qui si innesta un dato che va detto chiaramente: nel territorio vicino esistono modelli differenti.
Cervia, ad esempio, ha un distaccamento fisso dei Vigili del Fuoco e, infatti, in qualche caso sporadico, interviene anche nel territorio di Cesenatico. Bellaria, invece, ha un distaccamento fisso nei mesi estivi; durante il resto dell’anno, quando serve, i mezzi arrivano da Rimini e in certe ore il tragitto può diventare molto lungo. Cesenatico, di fatto, resta l’unico centro dell’area a non avere un distaccamento fisso: una condizione che, alla luce di quanto accaduto, è legittimo rimettere in discussione.
Non si tratta di fare processi a nessuno, né di mettere in contrapposizione professionisti e volontari. Si tratta di pianificazione e di tutela di un territorio che d’estate moltiplica presenze e che, tra centro e campagne, presenta scenari complessi.
Anche perché, davanti a quella casa, non è passata inosservata la presenza di un idrante: in casi simili, un mezzo più leggero e rapido, attrezzato per un primo attacco, avrebbe potuto contenere meglio il rogo. Forse non avrebbe salvato una vita. Ma avrebbe potuto salvare una casa e ridurre il rischio per il vicinato. E, soprattutto, avrebbe dato a Cesenatico un margine in più quando, davvero, ogni minuto conta.