E’ finito alla sbarra un ultraottantenne cesenaticense per anni volto noto dell’amministrazione condominiale. P.L.B., assistito dall’avvocato Luigi Ciocchetti, è tornato ieri davanti al giudice Ramona Bizzarri per rispondere dell’accusa di appropriazione indebita contestata dal pubblico ministero Marina Tambini.
Al centro del fascicolo c’è un episodio simbolo: l’allagamento che anni fa colpì i piani bassi del condominio Verdemare a Valverde. L’assicurazione condominiale liquidò 1.370 euro per i danni, somma regolarmente versata sul conto del condominio. Pochi giorni dopo, però, quel denaro risultò prelevato in contanti; secondo i condomini, l’unico abilitato a operare sul conto era proprio l’amministratore.
Quell’uscita sospetta fu il primo campanello d’allarme di una gestione finita presto sotto una lente più ampia. Dal medesimo conto, riferiscono i residenti, sarebbero “evaporati” poco meno di 30mila euro accantonati per i lavori all’ascensore.
Intanto, la Guardia di finanza di Cesenatico avviò nel 2018 una serie di verifiche: all’epoca P.L.B. aveva in carico una trentina di condomìni, ma – rilevarono gli investigatori – era sprovvisto di partita Iva. Dalle verifiche emerse un quadro di presunte sottrazioni per oltre 130mila euro complessivi a danno di diversi stabili. La carriera dell’amministratore si interruppe bruscamente; al Verdemare fu nominato un nuovo amministratore.
Oggi l’imputato sta scontando una pena sostitutiva con lavori socialmente utili. La legge prevede che la sanzione possa estinguersi solo al completamento del percorso e previo risarcimento dei danni riconducibili agli ammanchi contestati. Una prospettiva resa più complessa dalle condizioni di salute dell’anziano, che soffre di un declino della memoria legato all’età, circostanza che in aula complica la ricostruzione delle operazioni contabili di quegli anni.
Il processo riprenderà a metà novembre. In calendario la testimonianza dell’amministratore subentrato alla guida del palazzo di via Mantegna, chiamato a illustrare situazione dei conti, passaggi di consegne e tracce delle somme mancanti. Sarà un passaggio chiave per definire la responsabilità dell’imputato e chiarire la portata degli ammanchi, tra carte contabili, estratti conto e memorie sempre più fragili.