27 Settembre, 2026 Cesenatico

Cesenatico, i conti reggono ma cresce la rigidità della spesa: “Il 2025 segnato da alluvione, inflazione e nuovi mutui”

I conti del Comune di Cesenatico rimangono in equilibrio, ma il 2025 è stato un esercizio complesso, condizionato dall’inflazione, dagli effetti delle alluvioni e dall’aumento del peso dei mutui. A fotografare la situazione è Omar Laghi, dirigente del Settore 2, nelle conclusioni del Referto del controllo di gestione.

«L’esercizio 2025 è stato caratterizzato dal perdurare degli effetti della crisi economica internazionale», scrive Laghi, ricordando «l’incremento dei costi dovuto a un generalizzato aumento dell’inflazione», con evidenti ripercussioni sulla spesa comunale.

A cambiare la fisionomia del bilancio è stato soprattutto il passaggio, avvenuto nel 2024, dalla Tari alla Tariffa Corrispettiva Puntuale. Una modifica che, sottolinea il dirigente, ha determinato «la fuoriuscita delle poste inerenti il servizio rifiuti dal bilancio dell’ente per oltre 8 milioni di euro». Non si tratta dunque di un crollo delle entrate, ma di una diversa contabilizzazione che rende più difficili i confronti con gli anni precedenti. 

L’altro evento straordinario è l’alluvione dell’ottobre 2024, che ha comportato «il riconoscimento di debiti fuori bilancio per somma urgenza per 713.080 euro». Questa voce ha fatto peggiorare uno dei parametri di deficitarietà, quello relativo ai debiti riconosciuti e finanziati. Laghi precisa tuttavia che ciò avviene «pur non determinando la situazione di deficitarietà strutturale».

Rimane sotto osservazione la riscossione. Il dirigente evidenzia gli interventi compiuti «sia per la riscossione delle entrate che per la verifica dei residui». La velocità di riscossione delle entrate proprie, dopo il 63% del 2024, è però tornata al 51%, mentre l’incidenza dei residui attivi si è assestata all’83,91%.

Sul fronte dell’autonomia finanziaria, il Comune raggiunge l’88,45%. «Il minore intervento statale rispetto al periodo Covid è evidente», osserva Laghi. L’autonomia impositiva si ferma invece al 55,09%, ma il calo è legato principalmente «all’eliminazione della Tari ordinaria dalle entrate comunali». La pressione finanziaria sale a 1.284,74 euro per abitante, mentre quella tributaria si attesta a 800,20 euro. 

La popolazione resta quasi stabile: «Si passa dai 25.926 residenti del 2021 ai 25.841 del 2025». Il vero dato da monitorare riguarda però la rigidità della spesa corrente, salita al 28,22%. Un aumento legato, spiega Laghi, «all’inizio dell’ammortamento dei mutui» accesi nel 2023 per 4,45 milioni e nel 2024 per quasi 7,8 milioni. 

La fotografia finale è quella di un Comune che ha assorbito eventi eccezionali senza scivolare nel dissesto, ma con margini di manovra più stretti: riscossione, residui e peso del debito saranno i tre indicatori decisivi dei prossimi bilanci.

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