Interrompere ogni legame economico con chi alimenta guerre e violazioni dei diritti umani. È questo l’obiettivo della mozione, firmata dal capogruppo Mauro Palazzi, che verrà presentata nel prossimo Consiglio comunale da Cesenatico Civica, che chiede al Sindaco e alla Giunta “di rivedere la politica degli acquisti del Comune”.
Il testo richiama il divieto, sancito dal diritto internazionale e dallo Statuto delle Nazioni Unite, di ricorrere all’aggressione armata tra Stati, nonché l’articolo 21 del Trattato sull’Unione Europea, che impone il rispetto della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti umani. Mantenere rapporti commerciali con Stati responsabili di guerre di aggressione o crimini internazionali – si sottolinea – “rischia di tradursi in una forma di legittimazione o di sostegno indiretto”.
La mozione ricorda come diversi Paesi e organizzazioni internazionali abbiano già adottato misure di questo tipo, citando il caso delle sanzioni europee verso la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. Per Cesenatico Civica la responsabilità sociale del Comune “impone che l’interesse economico non prevalga sulla tutela della pace e della dignità umana”.
Nel dispositivo si chiede di “interrompere l’acquisto di beni e servizi da aziende con sede in Stati coinvolti in conflitti armati offensivi o in violazioni sistematiche dei diritti umani”, di “rivedere i criteri di appalto inserendo clausole a favore di fornitori rispettosi del diritto internazionale” e “di collaborare con associazioni e reti di enti locali per aggiornare le liste dei Paesi a rischio”.
Infine, si sollecita “una comunicazione trasparente di queste scelte, per promuovere un impegno condiviso verso la pace”.