22 Settembre, 2026 Cesenatico

Cesenatico si mobilita per Adalberto: una raccolta fondi per sostenere le cure all’estero

Una nuova raccolta fondi, carica di speranza e dolore, arriva da Cesenatico e chiama in causa la sensibilità di un’intera comunità. 

A lanciarla è Simona Ricci, mamma del piccolo Adalberto, un bambino di 5 anni al quale è stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico di livello 3, la forma più severa. 

Accanto a lei c’è il marito, agente immobiliare, mentre la donna, che in passato lo aiutava nell’attività, da tempo ha dovuto lasciare tutto per dedicarsi completamente al figlio.

La loro è una quotidianità fatta di attenzione continua, fatica e preoccupazione. Nel racconto affidato alla piattaforma GoFundMe, la famiglia descrive un bambino che non parla, che spesso appare assente, che vive frequenti crisi e che necessita di una sorveglianza costante perché tende a mettersi in pericolo. Una condizione che ha cambiato radicalmente la vita domestica, gli equilibri familiari e anche quelli lavorativi.

In questi anni, spiegano i genitori, sono stati affrontati numerosi percorsi terapeutici, visite, tentativi e trattamenti di ogni tipo, con sacrifici economici molto pesanti. Decine di migliaia di euro spesi nella speranza di trovare una strada capace di migliorare la qualità della vita del bambino e di restituirgli nuove possibilità. Ora, raccontano, vorrebbero affrontare quelle che considerano “le ultime opzioni ancora percorribili”: un’infusione di cellule staminali e un trapianto di microbiota intestinale, cure costose che dovrebbero essere effettuate all’estero e in strutture private.

Il cuore dell’appello è tutto nelle parole della madre, che chiede aiuto per non smettere di provare. La raccolta fondi nasce proprio da qui: dal desiderio di tentare ancora, di non arrendersi, di inseguire fino in fondo ogni possibilità che possa offrire ad Adalberto un miglioramento. 

A Cesenatico, dove la famiglia è conosciuta, la vicenda sta già suscitando attenzione e partecipazione. In tanti, in questi casi, scelgono di contribuire anche solo condividendo l’appello, trasformando i social in una rete di sostegno. Per Simona e per il marito, ogni gesto può avere un peso: una donazione, una parola di vicinanza, un aiuto concreto per continuare a sperare.

La raccolta fondi è pubblicata sulla piattaforma GoFundMe (clicca qui) con il titolo dedicato ad Adalberto. E dietro quella pagina online c’è la storia di due genitori che, davanti alle enormi difficoltà della vita, chiedono di non essere lasciati soli.

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