Quando l’acqua del Porto Canale raggiunge l’Adriatico non scompare semplicemente nel mare. Comincia un processo complesso, condizionato dalla differenza fra acqua dolce e salata, dalla temperatura, dalle correnti e dal fondale. Anche le scogliere possono deviare o rallentare il movimento, creando zone nelle quali il ricambio avviene più lentamente.
A studiare il fenomeno è stata nel 2010 Alice Fabbiani, in una tesi specialistica in Ingegneria per l’ambiente e il territorio dell’Università di Bologna. Il lavoro partì da rilevazioni sul posto e dalla ricostruzione della batimetria, cioè delle profondità del mare davanti alla città.
I dati furono inseriti in un modello informatico capace di simulare, per 24 ore, il comportamento delle acque in due scenari. Fra i parametri considerati figuravano velocità, salinità, temperatura e concentrazione delle sostanze trasportate. La ricostruzione risultò complessa per la forma irregolare del litorale e le numerose barriere frangiflutti.

L’acqua dolce, meno densa di quella marina, tende inizialmente a rimanere negli strati superficiali. Il movimento successivo dipende dalle condizioni del mare: correnti, vento e differenze di temperatura possono favorire la mescolanza oppure mantenere più a lungo una massa d’acqua vicino alla costa. Le scogliere, proteggendo la spiaggia dalle onde, modificano a loro volta la circolazione locale.
Il tema diventa rilevante quando le acque trasportano sostanze organiche, nitrati o fosfati provenienti da scarichi civili, attività agricole o altre fonti terrestri. Questi nutrienti possono favorire l’eutrofizzazione, cioè una crescita eccessiva delle alghe. Quando la biomassa si decompone consuma ossigeno, soprattutto vicino al fondo, con possibili conseguenze per pesci e altri organismi.
Ciò non significa che ogni acqua proveniente dal Porto Canale sia necessariamente inquinata o pericolosa. La tesi costruiva scenari per studiare la dispersione; per conoscere la situazione attuale servono controlli e analisi degli enti competenti. Le conclusioni del documento non sono liberamente accessibili.
Resta un’indicazione importante: la qualità del mare non dipende soltanto da ciò che accade sulla spiaggia. Comincia nell’entroterra, segue fossi, canali e reti di scarico e raggiunge la costa. Il Porto Canale è il punto d’incontro fra città, campagna e Adriatico. Ciò che entra in mare continua quindi il proprio viaggio lungo percorsi invisibili, disegnati da correnti, fondali e scogliere.