7 Novembre, 2026 Cesenatico

Elezioni 2027, chi sfiderà Jacopo Agostini? Nel centrodestra il casting entra nel vivo

A sinistra il dado è tratto: il candidato è Jacopo Agostini. 

Assessore al Bilancio della giunta Gozzoli, è ormai il nome su cui il centrosinistra ha deciso di puntare per la corsa a sindaco di Cesenatico nella primavera del 2027. Una scelta nel segno della continuità, maturata dopo qualche fisiologica resistenza interna (“preparato sì, ma sarà abbastanza telegenico?”), ma oggi sostenuta da una convergenza larga.

Dall’altra parte, invece, il copione è ancora tutto da scrivere. Il centrodestra ha il motore acceso, ma non ha ancora scelto chi mettere al volante. Il pallino – così impone l’attuale gerarchia politica – è tutto nelle mani di Fratelli d’Italia: sarà il partito di Giorgia Meloni a indicare il candidato sindaco. Alla regia ci sono la parlamentare Alice Buonguerrieri e il coordinatore provinciale Luca Bartolini, che da mesi seguono personalmente il casting più delicato: trovare il nome giusto per provare a rendere contendibile il civico 5 di via Marino Moretti. 

La prima scelta sarebbe stata Catia Zanotti, tributarista di Azeta Servizi Srl, professionista stimata e per anni collega di studio della stessa Buonguerrieri. Il profilo piaceva: civico, competente, rassicurante e donna. Ma nonostante il pressing dei vertici del partito, Zanotti avrebbe preferito declinare l’invito.

A quel punto il centrodestra avrebbe riaperto il dossier Giovanni Lucchi, architetto e nome che torna ciclicamente a ogni vigilia elettorale. Anche questa pista, però, si sarebbe raffreddata. Dopo il recente referendum sulla giustizia (che pure a Cesenatico ha dato esiti incoraggianti), Lucchi avrebbe fatto l’ennesimo dietrofront. Non una chiusura scolpita nella pietra, secondo alcuni osservatori, ma abbastanza netta da costringere FdI a guardare altrove.

Tra i nomi sondati c’è anche Gianluca Vincenzi, profilo civico sostenuto in particolare da Bartolini. Vincenzi era già stato vicino a una candidatura nella precedente tornata amministrativa e continua a essere considerato un nome spendibile proprio perché trasversale e non ingabbiato in una casacca di partito. Su di lui pesa però la variabile Gatteo: se il sindaco Roberto Pari decidesse di non ricandidarsi, ipotesi oggi tutt’altro che remota, Vincenzi potrebbe scegliere di giocare la partita nella sua città.

Infine, Giovanni Albani, profilo che FdI ha anche provato a corteggiare, almeno fino a quando non si è accorta che l’esponente dei Riformisti per Cesenatico è già “promesso sposo” del centrosinistra (per lui si parla addirittura della poltrona di vicesindaco). 

A parte queste “grandi manovre”, il ragionamento di fondo è chiaro: Fratelli d’Italia non cerca un candidato di bandiera. Cerca un volto civico, riconoscibile, capace di parlare anche a quell’elettorato moderato e centrista che nel 2027 potrebbe fare la differenza. Insomma, meno comizio e più profilo da amministratore.

Per questo, negli ultimi mesi, sono circolati anche nomi suggestivi, come quelli dell’imprenditore alberghiero Andrea Falzaresi e di Paolo Pieri, ma non si sarebbe mai andati oltre qualche timido sondaggio. Fuori dai giochi, invece, Enrico Castagnoli, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Cesena e recordman di preferenze, che taglia corto: «Non ho mai ricevuto alcuna proposta e sono convinto che non arriverà».

Sfogliando la margherita, restano allora due profili più politici. Da una parte Fabio Bandieri, che può contare su estimatori soprattutto tra alcuni consiglieri comunali del centrodestra (ma ha già detto e ripetuto di non essere a disposizione). Dall’altra Emilio Zarrelli, candidatura mai davvero decollata ma neppure mai archiviata. A riportarlo al centro della scena è stato anche il recente sondaggio promosso da La Voce di Cesenatico, che lo ha visto imporsi nettamente. Pur con una platea limitata e senza particolare valore statistico, l’exit-poll ha confermato che, soprattutto tra i giovani, Zarrelli conserva in città una solida platea di estimatori.  

Interpellato sull’argomento, il capogruppo di FdI in consiglio comunale sceglie la linea scontata della prudenza: “Sto partecipando agli incontri del partito per individuare il candidato migliore per le prossime amministrative. L’obiettivo è trovare una figura capace di ampliare la nostra naturale base di consenso. Per quanto mi riguarda, mi candiderò sicuramente come consigliere comunale. Se vinceremo, e ne sono convinto, sono disponibile a entrare in giunta; diversamente continuerò serenamente il mio lavoro di consigliere comunale”.

Una dichiarazione misurata, ma non priva di peso politico. Perché se il centrodestra dovesse conquistare il Comune, per Zarrelli un ruolo in giunta scatterebbe in maniera quasi automatica. E tra le ipotesi che circolano c’è anche quella della vicepresidenza del futuro esecutivo.

La fotografia dunque, al momento, è questa: il centrosinistra ha scelto la continuità e l’ha incarnata in Jacopo Agostini. Il centrodestra, invece, cerca ancora il volto giusto per provare a cambiare schema. Un candidato non troppo di partito, non troppo laterale, abbastanza civico da allargare il campo e abbastanza solido da reggere una campagna che si annuncia lunga, ruvida e decisiva.

Perché a Cesenatico la sfida del 2027 è già cominciata. Solo che – ad un anno dalle elezioni – da una parte c’è già il candidato. Dall’altra c’è ancora il casting.

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