22 Settembre, 2026 Cesenatico

Chioggia rivuole la sua lanterna (e Cesenatico non ha nulla in contrario)

Da queste rive dell’Adriatico, a Cesenatico, il mare lo respiriamo come a Chioggia. Non stupisce, allora, che una vecchia rivalità di marineria – oggi più fatta di sfottò che di scontri – torni a increspare la superficie con la “questione lanterna”. Quella bella cupola in vetro e rame che per oltre un secolo ha segnato il ritorno dei pescherecci chioggiotti, dalla torre del Forte San Felice, oggi riposa tra le nostre collezioni al Museo della Marineria. E i vicini, ora, la rivogliono.

A Chioggia ricordano bene: dal 1865 al 1993 il faro sul castello ha guidato i naviganti, finché la luce fu spostata su un traliccio verso la diga. La cupola, rimasta lì come segno urbano, venne smontata nel 2008 e trasferita a Cesenatico. “Senza motivazione chiara”, sostiene un battagliero comitato cittadino che ha il solo torto di riscrive la storia con una punta di inutile campanilismo. 

Senza la cure sapienti del Museo della Marineria, infatti, quel manufatto – fragile, prezioso, identitario – avrebbe rischiato l’usura e l’oblio. A Cesenatico invece, dove i cimeli di mare sono da sempre reliquie preziose, l’abbiamo raccolto, restaurato (a nostre spese), salvaguardato, studiato, mostrato ai visitatori insieme alle nostre vele al terzo, perché le storie del mare non hanno confini comunali.

Oggi, sulla scorta di un’antica promessa, il Comitato di Forte San Felice rilancia e il Comune di Chioggia, sull’onda della spinta popolare, convoca un tavolo il 30 ottobre. Peccato che la ricostruzione di Cesenatico sia un tantino diversa, non parli di espropri forzosi nè di scippi coattivi, ma semmai di mani tese per aiutare, di generose collaborazioni e di accordi officiati sull’onore. 

Per saldare la narrazione con la verità, quando si tratta di faccende marinare, ci viene in soccorso come sempre Davide Gnola, direttore del Museo della Marineria. 

“Tanti anni fa – ricuce il racconto Gnola – Marifari Venezia ci affidò in deposito del materiale: tra questi c’era la lanterna del faro di Chioggia, insieme ad altri oggetti, tra cui il fanale che oggi si trova davanti all’ingresso del Museo della Marineria. All’epoca quella lanterna non era valorizzata. Noi siamo andati a ritirarla, l’abbiamo restaurata, allestita e collocata al primo piano del Museo. È un oggetto interessante – prosegue – perché è una lanterna dell’Ottocento. Anni fa, in un clima cordiale, alla presenza dei due sindaci, si arrivò ad un accordo: la lanterna sarebbe rimasta in deposito presso il Museo della Marineria ma, appena ultimato a Chioggia il restauro del Forte San Felice, sarebbe stata riconsegnata ai legittimi proprietari e collocata nel suo posto originario. A quel punto, noi realizzeremo una copia ma, ovviamente, onoreremo il patto”. 

Una posizione pienamente condivisa dallo stesso sindaco di Cesenatico: “Nel momento in cui dovesse arrivare una richiesta ufficiale da parte del Comune di Chioggia – conferma Gozzoli – siamo disponibili a valutarla positivamente. È un bene pubblico: l’importante è che venga valorizzato come abbiamo fatto noi”. 

Insomma, che la lanterna torni a illuminare Chioggia o continui ancora per un tratto a brillare qui, l’importante è che custodisca e racconti i valori di sempre: il lavoro, che ha forgiato le nostre comunità; la memoria, che tiene insieme le generazioni; e il mare che, almeno stavolta, non divide ma unisce.

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