La tragedia del ciclista austriaco morto dopo l’incidente sul lungomare Carducci, all’altezza della colonia Agip, continua a far discutere (clicca qui). L’uomo, turista in vacanza a Gatteo Mare, era rimasto gravemente ferito la sera del 26 maggio dopo l’impatto contro la portiera di una BMW X1 appena aperta da un automobilista. Ricoverato al Bufalini di Cesena in condizioni disperate, è poi deceduto nei giorni successivi.
Sotto il post pubblicato dalla Voce di Cesenatico su Instagram si è aperto un confronto acceso: quasi 400 commenti, molti di cordoglio, altri durissimi. In diversi hanno attribuito parte della responsabilità al ciclista, sostenendo che avrebbe dovuto utilizzare la pista ciclabile. Una tesi che ha provocato indignazione in tanti lettori.
Tra gli interventi più significativi c’è quello di Marco Garzelli, fratello di Stefano Garzelli, ex campione del ciclismo italiano e vincitore del Giro d’Italia 2000. Marco, cresciuto in una famiglia in cui la bicicletta è molto più di una passione, ha richiamato un principio semplice ma fondamentale: prima di aprire la portiera di un’auto parcheggiata bisogna sempre controllare che non stia sopraggiungendo nessuno.

«Quando avete fatto la patente vi hanno insegnato che la portiera dell’auto deve essere aperta con la mano destra, in modo che ci si gira e si guarda alle spalle prima di aprire», ha scritto Garzelli, ricordando una precauzione tanto semplice quanto decisiva.
È il cosiddetto metodo della “Dutch Reach”: usando la mano opposta, il conducente è costretto a ruotare il busto e a controllare la strada dietro di sé. Un gesto di pochi secondi che può evitare incidenti gravissimi, soprattutto su strade percorse da biciclette, scooter e motocicli.
Garzelli ha poi risposto a chi, nei commenti, puntava il dito contro la vittima: «Se fosse stata una moto, si sarebbe fatto ugualmente molto male. Avete dei seri problemi se date la colpa al ciclista perché non ha usato la ciclabile».
Parole dure, ma arrivate davanti a una morte assurda, durante una vacanza, per un gesto compiuto in pochi secondi. La vicenda lascia dolore e amarezza. E ricorda che la sicurezza stradale non è fatta solo di regole, ma anche di attenzione, rispetto e responsabilità quotidiana.
