La cimice asiatica (Halyomorpha halys) rialza la testa in Emilia-Romagna. Rispondendo a un’interrogazione, l’assessore Alessio Mammi ha ricordato i 10 milioni di indennizzi già stanziati e annunciato nuove ricerche, anche in collaborazione con gli Stati Uniti, perché “dopo due anni di miglioramento la situazione è tornata a peggiorare”, in linea con quanto accade nelle regioni vicine, Veneto in primis.
Gli effetti sulle colture sono pesanti: su pere e mele provoca punture che generano deformazioni, suberificazioni e cascola; su pesco, albicocco e ciliegio compaiono ammaccature e imbrunimenti che rendono il frutto invendibile. In actinidia (kiwi) e vite si osservano cali qualitativi, con perdita di zuccheri e aromi; su nocciolo, soia e mais la suzione riduce resa e pezzatura. Anche le orticole (pomodoro, peperone) subiscono maculature e malformazioni.
La Regione invita a monitoraggi capillari, uso mirato di reti e trappole, difesa integrata e ricorso, dove possibile, al controllo biologico per contenere un insetto polifago che minaccia qualità e reddito delle aziende.