La pirateria audiovisiva cambia forma e diventa “brandizzata”. Si chiamava Cinemagoal l’app scoperta dalla Guardia di Finanza di Ravenna, nell’ambito dell’operazione “Tutto in Chiaro”, coordinata dalla Procura di Bologna.
Il sistema permetteva di accedere illegalmente a partite, film, serie tv e musica, aggirando gli abbonamenti a piattaforme come Sky, Dazn, Netflix, Disney+ e Spotify.
Secondo gli investigatori, l’app veniva installata su smartphone, tablet e smart tv e collegava i dispositivi degli utenti a server esteri capaci di decriptare i contenuti. Gli abbonati sarebbero stati circa 100mila: per mille di loro sono già scattate sanzioni da 154 a 5mila euro, mentre altri provvedimenti arriveranno nelle prossime settimane.
Gli abbonamenti illegali costavano tra 40 e 130 euro l’anno, pagati spesso con criptovalute o conti esteri. La rete comprendeva organizzatori, rivenditori e distributori, attivi online ma anche con vendite “porta a porta”. Il danno stimato per le piattaforme legali è di circa 300 milioni di euro.
Sequestrati server, dispositivi e materiali informatici. Chi gestiva il sistema rischia denunce per pirateria audiovisiva, accesso abusivo a sistemi informatici e frode informatica.