22 Settembre, 2026 Cesenatico

Cino Ricci, una battaglia che tocca anche Cesenatico

Il richiamo di Cino Ricci, lo skipper di Azzurra che a 91 anni continua a spendersi per la dignità della gente di mare, non tocca soltanto Forlì. Parla anche a Cesenatico, scenario — suo malgrado — della più grande tragedia del nostro Adriatico che coinvolse marinai e famiglie forlivesi. 

Era il 21 luglio 1946 quando la barca “Consolata”, salpata per una gita di poche miglia, venne sorpresa da una violenta tromba marina poco fuori dal porto canale: in quell’acqua improvvisamente ostile persero la vita diciassette forlivesi, tra cui numerosi bambini. Una ferita collettiva, ancora viva nella memoria delle due comunità, che unisce la riva romagnola alla città di San Mercuriale.

Per questo la battaglia civile di Ricci perché l’imponente ancora donata dalla Marina Militare trovi casa nei giardini intitolati ad Annalena Tonelli non è solo una pratica amministrativa. È un gesto di riparazione e di verità: un segno tangibile per tutti i marinai caduti in guerra e, simbolicamente, per quei forlivesi della “Consolata” che il mare non ha restituito. Un’ancora non è soltanto ferro e catena: è memoria che trattiene, è promessa di approdo, è invito a fermarsi, leggere, ricordare.

Oggi una lapide a Cesenatico e un’altra, sull’ex asilo di via Fontanelle a Forlì, custodiscono i nomi delle vittime. Ma i monumenti hanno bisogno di essere abitati dal presente. Ecco perché la rotta indicata da Ricci riguarda due sponde: Forlì, chiamata a onorare i propri caduti di mare con un luogo di raccolta e di educazione civica; Cesenatico, chiamata a riconoscere in quella tragedia parte del proprio destino portuale.

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