22 Settembre, 2026 Cesenatico

Cittadinanza onoraria a Mussolini: ora Cesenatico ha l’atto “mancante”

In Romagna si sta consumando, comune dopo comune, un vero effetto domino sulle cittadinanze onorarie a Benito Mussolini. A maggio Riccione ha votato la revoca, cancellando un tributo risalente all’inizio del Ventennio: il consiglio comunale ha approvato l’atto e, insieme, ha tolto l’onorificenza anche all’allora ministro Aldo Oviglio.

Pochi giorni prima, alla vigilia del 25 aprile, San Clemente aveva compiuto la stessa scelta, affiancandovi un gesto dal forte valore simbolico: il conferimento postumo della cittadinanza a Giacomo Matteotti.

Il movimento continua. In queste ore Santarcangelo discute la propria mozione: la maggioranza ha annunciato che porterà in aula la revoca e chiederà anche un minuto di silenzio per le vittime del fascismo. La seduta è fissata proprio per oggi. 

E Cesenatico? Qui la vicenda ha avuto finora un ostacolo tecnico, prima ancora che politico. La revoca, infatti, non era possibile perché non esisteva prova ufficiale del conferimento: la delibera degli anni Venti non si trovava più negli atti del Comune. Revocare “al buio” sarebbe stato giuridicamente fragile.

Quel tassello è riemerso grazie al lavoro d’archivio del professor Mauro Altini, studioso di storia politica locale (autore per Il Ponte Vecchio della Storia politica di Cesenatico). Frugando tra i faldoni dell’Archivio storico cittadino, Altini ha rintracciato la delibera n. 44 del 1924 che propone la cittadinanza onoraria a Mussolini, documento che restituisce anche il clima di “fascistizzazione imperante” dell’epoca. 

“Il Commissario Prefettizio – si legge nella delibera – seguendo l’esempio dato da Roma e dalle più importanti città d’Italia, considerata l’opera magnifica di risanamento e di ricostruzione morale e materiale della Nazione operata dal Sig. On. Benito Mussolini Ministro di S. M. Il Re d’Italia e Duce del Fascismo; sicuro di interpretare i sentimenti di amore e di devozione che la popolazione tutta di Cesenatico professa per il Grande Romagnolo, delibera di nominare S. E. Benito Mussolini primo Ministro d’Italia, cittadino onorario del Comune di Cesenatico”. 

Insomma, ora l’atto c’è, completo e verificabile. Che cosa significa, concretamente? Che anche Cesenatico potrà ora intraprendere l’iter di revoca, se il Consiglio comunale lo riterrà opportuno. La cornice regionale indica una direzione chiara, ma la decisione finale resta politica: maggioranza e opposizioni dovranno assumersi la responsabilità di un voto che, ovviamente, avrà un valore più civile e politico che burocratico.

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