22 Settembre, 2026 Cesenatico

Claudio Cecchetto, la scelta giusta contro i “tuttologi” della politica


La scelta di mettere Claudio Cecchetto alla regia dei Capodanni di Romagna 2026 è una buona notizia, e non solo per la sua popolarità. È un cambio di passo culturale: per una volta la politica, invece di improvvisare registi degli eventi e consulenti dell’ultima ora, decide di affidarsi a chi ha costruito, in decenni di lavoro, linguaggi, format e community, parlando davvero ai giovani. 

Se la Riviera Romagnola vuole ballare tutta assieme, presentarsi come un unico grande prodotto, fresco, dinamico e orientato soprattutto al pubblico giovanile, Cecchetto è oggettivamente il profilo più coerente.

La Riviera ha spesso pagato il prezzo di decisioni prese da chi il turismo lo ha solo amministrato sulla carta, senza averlo mai respirato. Assessori che non hanno mai organizzato un evento, mai gestito un artista, mai parlato il linguaggio di chi deve scegliere dove andare a divertirsi. 

Il risultato sono iniziative fotocopia, programmazioni deboli, slogan che non lasciano traccia e una dispersione di risorse che il territorio oggi non può più permettersi. La stagione del “tuttologismo”, in cui chi fa politica si sente automaticamente competente di musica, eventi e comunicazione, dovrebbe essere archiviata.

Cecchetto porta metodo, reti, credibilità, conoscenza del pubblico giovanile e capacità di creare format riconoscibili e condivisi. È l’uomo che ha intercettato generazioni, talenti, tendenze. Metterlo al timone dei Capodanni diffusi e degli appuntamenti estivi significa dire chiaramente che ogni ruolo richiede professionalità specifiche e che la politica deve fare un passo di lato per lasciare spazio a chi sa fare.

Questo dovrebbe essere l’inizio di una pratica stabile: turismo gestito da chi conosce il turismo, comunicazione affidata a chi sa comunicare, eventi costruiti da chi vive di eventi. Ognuno al proprio posto, senza improvvisazioni. 

La Romagna, quando si fida delle sue migliori competenze, vince. E Cecchetto alla regia è esattamente questo: la persona giusta al posto giusto. È un segnale che deve fare scuola: basta incarichi distribuiti per appartenenza o fedeltà, servono scelte coraggiose e meritocratiche se la Riviera vuole restare davvero capitale italiana del divertimento.

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