Forlì-Cesena si colloca al 44° posto su 107 province italiane nella nuova classifica del Sole 24 Ore dedicata alla qualità del clima.
Una posizione di metà graduatoria che, se da un lato conferma condizioni complessivamente non tra le peggiori del Paese, dall’altro evidenzia con chiarezza i punti deboli del territorio: il caldo sempre più intenso, le notti tropicali e le piogge improvvise e violente.
La graduatoria, realizzata sui dati di 3Bmeteo, prende in esame il decennio 2015-2025 e analizza 15 indicatori climatici rilevati nei capoluoghi italiani, tra cui temperature medie, ore di sole, umidità, ventilazione, ondate di calore e notti tropicali. A spiegare il significato del risultato è Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato e presidente dell’Ampro, l’Associazione meteo professionisti.
“Si tratta di un’analisi periodica basata su dati di rianalisi, cioè su una combinazione tra osservazioni registrate dalle stazioni meteorologiche e modelli utilizzati dove i dati diretti mancano”, osserva Randi. A ogni indicatore viene attribuito un punteggio, dal quale nasce poi la classifica finale.
Nel caso di Forlì-Cesena, a incidere negativamente sono soprattutto le condizioni estive. “La provincia è penalizzata dalle ondate di caldo, dalle notti tropicali e dagli episodi di caldo estremo”, spiega il meteorologo. Le notti tropicali, in particolare, sono quelle in cui la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi: un valore che, nelle abitazioni, può tradursi in un disagio ancora maggiore per i cittadini.
Secondo Randi, si tratta di fenomeni in crescita non solo nel Forlivese, ma in tutta la Romagna. A questo si aggiunge un altro elemento critico: l’intensità delle precipitazioni. “Negli ultimi 30 anni le piogge sono diventate più intense, e questo riguarda buona parte del territorio romagnolo”, sottolinea.
Non mancano però aspetti più favorevoli. La provincia, ad esempio, regge meglio sul fronte della nebbia rispetto ad altre aree della Pianura Padana centrale, dove l’aria ristagna di più e afa e foschie risultano ancora più pesanti. Nel complesso, insomma, la fotografia resta quasi invariata rispetto alla precedente rilevazione: Forlì-Cesena rimane in una fascia intermedia, sospesa tra un clima ancora vivibile e segnali sempre più evidenti di cambiamento.