A leggere la classifica dei cognomi di Cesenatico viene da sorridere: in testa, come in mezza Italia, ci sono i Rossi. Un cognome nato per indicare chi aveva capelli o barba di un rosso acceso o una carnagione più chiara del solito: il soprannome sul colore è diventato, col tempo, il marchio di intere stirpi. Oggi i Rossi sono ovunque, ma qui – in questo spicchio di costa romagnola – guidano ancora il gruppo.
Subito dietro spuntano i Magnani, cognome che affonda le radici nel latino “magnus”, cioè “grande”, “importante”. Non è difficile immaginare un antenato particolarmente autorevole a cui la comunità affibbiò quel soprannome, poi fissato all’anagrafe. In altre aree del Nord “magnàn” indicava anche il calderaio: tra prestigio sociale e mestieri itineranti, i Magnani di Cesenatico portano addosso l’eco di un passato robusto.
Scorrendo la top 20 troviamo una concentrazione di romagnolità pura. Casadei, ad esempio, rimanda alla “casa di Dio”: ospizi, orfanotrofi, luoghi di accoglienza dove venivano raccolti i più fragili. Un cognome che profuma di carità, di case aperte e di cortili condivisi. Zoffoli, tipicissimo tra Forlì-Cesena e Ravenna, nasce invece come patronimico: i discendenti di un certo Zoffo o Zoffolo, capostipite tanto forte da lasciare il nome a tutti.
Battistini, Pagliarani, Farabegoli, Giunchi, Foschi… è un piccolo romanzo collettivo: ogni cognome è una traccia di lavoro nei campi, di migrazioni verso il porto, di famiglie allargate tra mare e entroterra.
La classifica ci dice che a Cesenatico, oggi, guidano i Rossi e subito dietro i “grandi” Magnani; ma sotto le cifre c’è una storia più profonda, fatta di soprannomi diventati identità e di un paese che, da secoli, continua a chiamarsi per nome… e soprattutto per cognome.
