In Romagna torna a farsi sentire la paura delle rapine. Nel giro di pochi giorni il territorio è stato scosso da colpi spettacolari, messi a segno con una spavalderia crescente che allarma commercianti, cittadini e forze dell’ordine.
Prima il furto lampo in pieno centro a Cesena: in meno di due minuti una banda entra nella gioielleria Frattini, devasta alcune vetrine e si dilegua a bordo di un’auto di grossa cilindrata. Il giorno dopo, all’Esp di Ravenna, un commando armato e mascherato semina il panico assaltando due gioiellerie, minacciando il personale e fuggendo con carrelli colmi di preziosi. Modalità diverse, obiettivi diversi, stesso effetto: l’impressione di trovarsi di fronte a gruppi organizzati, pronti a colpire in pochi istanti e senza timore di esporsi.
Le indagini diranno se tra i vari episodi esistono collegamenti o se si tratta di bande distinte, ciascuna con il proprio metodo. Al momento non ci sono elementi per sovrapporre le trame criminali, ma un dato è chiaro: la Romagna è diventata un palcoscenico appetibile per colpi ad alto rischio e alto bottino. Un allarme che non nasce dal nulla. Basti ricordare la clamorosa spaccata di questa estate sul Porto Canale di Cesenatico, quando una gang, in piena notte, ha devastato una storica oreficeria trascinando via la saracinesca con un’auto rubata e facendo razzia di gioielli a pochi passi dai locali affollati e dalle barche ormeggiate. Episodi che, messi in fila, raccontano una pericolosa escalation di audacia.