
E’ passato ormai qualche mese, ma la domanda resta più che mai attuale: com’è andata realmente l’estate 2024? I dati ufficiali diramati dall’Osservatorio della Regione hanno sollevato qualche dubbio e anche le categorie, nei loro bilanci, hanno fornito risposte contraddittorie. A fare un po’ di chiarezza ci pensa la Cooperativa Bagnini di Cesenatico che, al termine dell’ultima estate, ha deciso di effettuare un sondaggio, inviando a tutti i soci alcuni quesiti (sette per la precisione) sull’andamento della stagione turistica.
Hanno risposto al sondaggio una cinquantina di titolari di stabilimenti balneari (sui 126 aventi diritto), dunque non la totalità di soci della cooperativa, ma comunque un campione sufficiente per tratteggiare quantomeno una “tendenza”. E, dalle risposte, la situazione sembra abbastanza chiara. Alla domanda su “com’è andata la stagione in corso rispetto al 2023?”, il 36,7% ha risposto “leggermente peggio”, il 26,5% “uguale al 2023”, il 16,3% “decisamente peggio” e il 16,3% “leggermente meglio”. Dunque, circa la metà dei bagnini parla di una stagione peggiore rispetto a quella precedente.
Alla domanda “in quale periodo si è registrato un calo di presenze?”, il 44,9% ha risposto “giugno”, il 22,4% “agosto”, il 16,3% “luglio”, mentre per il 12,2% non si è registrato alcun calo di presenze.

La situazione, per nulla incoraggiante, viene confermata anche dalla domanda successiva, ovvero “In quale periodo si è registrato un aumento delle presenze?”. Ebbene, il 62,5% ha risposto “nessun aumento delle presenze”, il 16,7% ha risposto “luglio” e il 14,6% “agosto”.

Molto variegate le risposte alla quarta domanda: “Quali potrebbero essere le ragioni del calo delle presenze?”. Secondo il 34,7% sarebbe imputabile alla “diminuita capacità di spesa dei turisti”. Per il 26,5%, invece, la colpa è delle “condizioni meteo-marine”; per il 12,2% “il calo” è dovuto all’eccessivo incremento dei costi dei servizi in generale e per il 12,2% ad altro.

La quinta domanda, invece, chiedeva “quali potrebbero essere le ragioni di un aumento delle presenze” ma, anche in questo caso, il 64,6% dei titolari degli stabilimenti balneari ha risposto che “non c’è stato alcun aumento”, mentre il 20,8% imputa la crescita alla “fidelizzazione della clientela”. Nessuno, invece, ha barrato le risposta “per azioni commerciali vincenti”, “per il caldo persistete” o “per gli eventi e le manifestazioni”.

Alla domanda “sarebbe opportuno organizzare eventi/manifestazioni infrasettimanali anziché nei weekend al fine di incrementare le presenze?”, ben il 65,2% ha risposto “sì, sarebbe opportuno”, mentre per il 28,3% “non cambierebbe nulla”.

Infine, all’ultimo quesito – “Su quali aspetti è necessario impegnare risorse per le stagione future? – la risposta più gettonata è stata “Riaprire quanto prima l’ingresso principale del ponte del gatto”. Al secondo posto “Organizzare manifestazioni durante la settimana evitando di chiudere ulteriori strade durante i fine settimana scoraggiando il turismo di prossimità”.