Il Comitato di zona Centro Boschetto perde un altro componente e resta con soli quattro membri sui sette previsti. Nella seduta di martedì sera, il Consiglio comunale ha preso atto delle dimissioni di Raffaella Martone e della nuova composizione dell’organismo. In aula è stato precisato che “non sarà possibile procedere alla sostituzione”, poiché “non risultano altri candidati disponibili in graduatoria”.
Il Comitato è dunque oggi composto da Sara Romagnoli, presidente, Chiara Abbondanza, vicepresidente, Sara Piscaglia e Rodolfo Fiaschini.
A commentare la situazione è la stessa Romagnoli, che non considera “anomala” l’ultima dimissione, ma allarga il ragionamento al funzionamento complessivo dei comitati di zona. “È vero, siamo rimasti in pochi — spiega — ma nel nostro caso non si erano candidate molte persone, quindi non ci sono nemmeno i cosiddetti ‘panchinari’ per sostituire chi lascia. In ogni caso, l’ultima perdita non ci ha sorpreso: Raffaella Martone non poteva più garantire la propria presenza”.
Per la presidente, però, il problema è più profondo. “Ci si candida convinti di poter fare la propria parte e di difendere gli interessi dei cittadini, ma molto presto ci si ritrova in un gruppo di dilettanti allo sbaraglio che, anche a fine mandato, non ha neppure compreso fino in fondo la reale funzione dei comitati e il loro regolamento”. Secondo Romagnoli, anche “l’amministrazione non ha chiarito questo aspetto fin dall’inizio”, con il risultato che “ogni componente si è mosso a modo proprio” e spesso i comitati hanno finito per “sostituirsi all’Urp o ad altri uffici”.
Romagnoli richiama anche le difficoltà interne vissute nel corso del mandato. “Mi sono trovata spesso a gestire litigi intensi all’interno del mio comitato. È impossibile sapere in anticipo se persone che non si conoscono riusciranno a lavorare in armonia. Lo si scopre strada facendo e, in molti casi, ci si rende conto dell’incompatibilità tra diverse figure”.
Poi il nodo politico: “A mio avviso bisognerebbe evitare di candidarsi se si è troppo coinvolti in una fazione politica. Sarebbe giusto vivere questa esperienza da persone libere, smarcate dagli schemi dei partiti. Da noi, però, non sempre è andata così”.
Il passaggio più critico riguarda il rapporto con il Comune. “La realtà dei fatti è che i comitati di zona non vengono ascoltati più di tanto. Abbiamo presentato tante richieste, ma l’amministrazione fa orecchie da mercante”. Tra gli esempi, Romagnoli cita il piano potature e il piano asfalti: “Ci hanno chiesto di segnalare le strade più dissestate delle varie zone. Abbiamo preparato un elenco dettagliato, ma non ce n’è stata una che sia stata sistemata”.
Il riferimento più duro è a via Eulero, a Villamarina. “Sembra bombardata, sembra Beirut. In bicicletta si rischia di farsi male e d’estate ci passo anche con lo scooter: è una strada pericolosissima”. Per Romagnoli, “dopo il bilancio che è stato presentato, con tutte le risorse disponibili, qualche intervento di asfaltatura si potrebbe anche fare”.
La presidente auspica infine una revisione del regolamento con la prossima amministrazione e una maggiore partecipazione dei cittadini. “C’è poca presenza, tante volte ci siamo ritrovati una platea di 3 persone, sempre le stesse. Spero anche che i comitati imparino a collaborare di più tra loro: Cesenatico è grande e, se un territorio vive un problema, quel problema dovrebbe riguardare tutti”.