Il bando-tipo del governo per le gare sulle concessioni balneari, atteso entro oggi, 11 aprile, non c’è ancora. E lungo la Riviera romagnola cresce la tensione. Da Comacchio a Cattolica sono quasi 1.500 gli operatori che aspettano di capire con quali regole dovranno essere assegnate le future concessioni di spiaggia.
A lanciare l’allarme è Simone Battistoni, presidente del Sib Confcommercio Emilia-Romagna: “Il bando tipo doveva essere presentato entro oggi alla Conferenza unificata, che dovrà dare il suo parere. Ancora non c’è e siamo in fibrillazione perché i tempi corrono”. Una preoccupazione che fotografa bene il clima di incertezza in cui si trovano imprese e amministrazioni locali.
La cornice normativa, infatti, è già definita. Entro il 31 marzo 2027 i Comuni dovranno avviare le gare e chiuderle nei tre mesi successivi. In assenza di un modello nazionale condiviso, però, il peso dell’organizzazione ricade interamente sui municipi. Alcune amministrazioni hanno già cominciato a pubblicare i bandi in autonomia, ma il risultato è un quadro frammentato, con criteri e condizioni che cambiano da territorio a territorio.
È proprio questo scenario a preoccupare i balneari, insieme alle indiscrezioni che circolano sulle bozze del provvedimento governativo. “Noi speriamo in un bando ragionato, che tenga conto dell’esistente, una soluzione di buon senso. Temiamo invece una soluzione fatta in fretta”, avverte ancora Battistoni.
Il rischio, per il comparto, è di arrivare alle gare senza regole uniformi e con tempi sempre più stretti. Una corsa contro il calendario che, senza indicazioni chiare da Roma, lascia operatori e Comuni in un limbo sempre più difficile da gestire.