22 Settembre, 2026 Cesenatico

Concessioni balneari, “il bando-tipo non scioglie i nodi:” cresce la preoccupazione dei cooperatori romagnoli

Alla vigilia del termine fissato per l’11 aprile per la presentazione dello schema di bando-tipo nazionale sulle concessioni turistico-ricreative, il clima resta di forte incertezza. “Dal Governo – sottolinea Legacoop Romagna – non sono ancora arrivate comunicazioni ufficiali, mentre continuano a circolare indiscrezioni che alimentano le preoccupazioni di un settore già alle prese con un quadro normativo complesso e tutt’altro che definito”.

Per l’associazione, il bando-tipo potrebbe rappresentare “uno strumento utile ad accompagnare la transizione imposta dalla direttiva Bolkestein, ma solo a precise condizioni: dovrebbe nascere da un confronto vero con associazioni di rappresentanza ed enti locali, riconoscere il valore del lavoro svolto negli anni dalle imprese, tutelare le microimprese familiari e garantire continuità ai servizi che caratterizzano il sistema balneare italiano”. Tra questi, vengono richiamati in particolare “i servizi collettivi e cooperativi, come il salvamento organizzato e la tutela della costa, elementi considerati centrali per la qualità e la sicurezza dell’offerta turistica”. 

Il nodo, secondo Legacoop Romagna, “è che uno schema calato dall’alto difficilmente potrà adattarsi alla grande varietà di situazioni presenti lungo le coste italiane”. Il timore è che, ancora una volta, “i Comuni vengano lasciati soli a gestire procedure complesse e delicate, con il rischio di contenziosi, blocchi amministrativi e nuove ricadute sull’intero sistema turistico”. 

La contraddizione, viene osservato, è evidente: “Da una parte esiste l’obbligo giuridico di procedere con evidenze pubbliche, dall’altra mancano ancora strumenti operativi adeguati per rendere questo passaggio uniforme, sostenibile e lineare”. Una difficoltà che, in Riviera, tocca da vicino un tessuto economico formato da centinaia di piccole imprese familiari e migliaia di lavoratori.

Legacoop richiama anche la posizione della Regione Emilia-Romagna, impegnata in un confronto con enti locali e associazioni per definire linee guida condivise. “Un percorso che, viene ribadito, non può essere scavalcato da un bando-tipo incapace di tenere conto delle specificità del sistema balneare romagnolo”. 

A rendere ancora più fragile il quadro è poi l’assenza di norme certe sugli indennizzi per i concessionari uscenti, tema annunciato più volte ma mai definito davvero. Senza questo tassello, avverte Legacoop Romagna, “la transizione rischia di non essere né equa né sostenibile”. Da qui l’appello al Governo “a completare rapidamente il quadro normativo, coinvolgendo territori e rappresentanze, per evitare che l’incertezza si trasformi in un freno pesante per tutta la filiera turistica balneare”. 

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