22 Settembre, 2026 Cesenatico

Concessioni balneari, Ravenna fa il punto: “gare entro il 2027”, ma servono regole chiare e indennizzi certi

Ravenna torna per due giorni capitale del comparto balneare con la Fiera Imprese Balneari 2026 e, soprattutto, con il convegno tecnico dedicato alla questione che sta ridisegnando il settore: “L’assegnazione delle concessioni balneari. Criteri, criticità operative e indennizzo”. Sul tavolo, un cronoprogramma che incombe – gare da chiudere entro il 2027 – e una richiesta trasversale: passare dall’incertezza alla programmazione. 

Ad aprire i lavori è il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, che porta il punto di vista dell’ente concedente e del territorio: la partita delle concessioni non è una disputa “di categoria”, ma un tema di sviluppo locale, “perché gli stabilimenti sono pezzi di infrastruttura turistica e di economia reale”. Il messaggio è di metodo: servono “regole praticabili e procedure sostenibili per i Comuni”, chiamati “a trasformare norme complesse in bandi chiari e difendibili”. 

Subito dopo interviene Maurizio Rustignoli, presidente della Cooperativa Spiagge Ravenna, che dà voce alle imprese: la priorità è garantire “un quadro stabile che consenta investimenti e continuità di servizio”. Nel suo intervento l’attenzione si concentra sulle ricadute concrete dell’instabilità: senza certezze su criteri e tempi – dice – “diventa difficile pianificare miglioramenti, sostenibilità ambientale e ammodernamenti, mentre il mercato turistico corre e la concorrenza internazionale non aspetta”. 

Il quadro politico-istituzionale viene affidato a Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, che richiama la necessità di accompagnare il percorso verso le evidenze pubbliche evitando salti nel buio. Nel suo intervento emerge il ruolo della Regione come “cerniera” tra indirizzi nazionali, vincoli europei e attuazione locale: l’obiettivo è arrivare alle gare “con criteri che tengano insieme concorrenza, qualità dei servizi e sostenibilità”, limitando il contenzioso “che – avverte – rischia di bloccare tutto”. 

La parte più tecnica entra nel vivo con Stefano Zunarelli (avvocato e professore, Università di Bologna), che mette ordine nel quadro normativo europeo, nazionale e regionale. L’intervento insiste su un punto chiave: i bandi non possono essere improvvisati né “fotocopiati” da un Comune all’altro senza adattamento, perché i dettagli (durate, requisiti, criteri, punteggi) determinano la tenuta giuridica delle procedure. Tradotto: o si costruiscono regole robuste, o si apre la strada a ricorsi a catena. 

Dalla prospettiva delle amministrazioni arriva Gabriele Lami, responsabile demanio di ANCI Toscana, che porta esperienze e buone pratiche di gestione: come impostare i bandi, quali criticità emergono in fase istruttoria, come rendere i criteri misurabili e trasparenti. Il suo contributo si concentra sull’operatività: modulistica, requisiti, verifiche e tempi, cioè quel “dietro le quinte” che spesso decide se una gara funziona o si inceppa. 

A chiudere, Cristina Pozzi (avvocata e professoressa, Università di Parma), che affronta il nervo scoperto: le criticità applicative e gli indennizzi. Il punto, nel suo intervento, è che la transizione deve prevedere “criteri chiari per la tutela economica delle imprese uscenti, distinguendo tra valore aziendale, investimenti e ammortamenti, e definendo meccanismi che riducano l’incertezza e il conflitto”. Senza una cornice credibile sugli indennizzi, il rischio – viene sottolineato – è che la fase delle gare si trasformi “in una lunga stagione di contenziosi”. 

Il risultato del confronto è una fotografia nitida: la strada verso il 2027 è segnata, ma per percorrerla servono bandi tecnicamente solidi, amministrativamente gestibili e politicamente sostenibili. Con una consapevolezza comune tra palco e platea: la qualità del turismo balneare romagnolo passa anche – e ormai inevitabilmente – dalla qualità delle regole. 

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