Il conto alla rovescia per le concessioni balneari sembra essere entrato davvero nella sua fase finale. Dopo anni di rinvii, incertezze normative e scontri politici, sulla costa romagnola prende corpo l’ipotesi di bandi in autunno, con assegnazioni da completare in tempo utile per aprire la stagione 2027 con nuovi concessionari o con gli stessi operatori di oggi (se riusciranno a prevalere nelle gare).
A indicare questa prospettiva sono gli stessi rappresentanti dei balneari. Secondo Simone Battistoni, presidente regionale del Sib Confcommercio, il percorso è ormai definito: tra il 10 e l’11 aprile dovrebbe essere presentato a Roma il bando tipo, modello destinato a fare da base ai successivi adattamenti di Regioni e Comuni, così da tenere insieme regole comuni e specificità locali.
Il nodo più delicato resta quello degli investimenti e degli eventuali indennizzi. Per chi gestisce oggi gli stabilimenti, ogni spesa fatta in vista della prossima estate rischia di trasformarsi in un costo senza ritorno se dal 2027 la concessione dovesse passare di mano. E a Rimini, dove il nuovo piano spiaggia prevede il rifacimento dei manufatti, il tema dei risarcimenti appare ancora più incerto.
Dal Comune confermano che la strada delle gare non è più in discussione. L’assessora al demanio Valentina Ridolfi sottolinea che il riferimento decisivo è la legge 118 del 2022, che considera scadute le concessioni. Intanto, proprio a Rimini, dopo Pasqua sarà pubblicato un primo bando per le zone di ombreggio: un passaggio sperimentale che servirà a misurare ciò che accadrà poi su scala più ampia lungo tutta la costa. E anche Cesenatico attende con trepidazione.