22 Settembre, 2026 Cesenatico

Concessioni demaniali, l’Italia entra nella fase delle aste: ecco come è andata in Liguria

L’Italia entra nella stagione delle gare pubbliche per le concessioni demaniali marittime, tassello cruciale nell’attuazione della cosiddetta direttiva Bolkestein. Dopo anni di rinvii e contenziosi, diversi comuni costieri hanno aperto i bandi, avviando procedure a evidenza pubblica che mettono in competizione progetti industriali, qualità dei servizi e investimenti. 

In questo quadro, Cesenatico guarda con attenzione a ciò che accade lungo l’intero litorale, per cogliere segnali utili a delineare scenari, schemi di gara efficaci e potenziali ricadute su occupazione e qualità dell’offerta balneare.

Un primo riscontro viene da Recco, sulla riviera ligure, dove nei giorni scorsi si sono chiuse le selezioni per 12 concessioni. Il Comune ha ricevuto 27 proposte e pubblicato le graduatorie definitive: sette concessioni sono risultate confermate ai precedenti gestori, cinque sono state aggiudicate a nuovi titolari. 

Il pacchetto ha compreso cinque stabilimenti balneari (Pro Recco, Bagni Lido, Bagni Marina, Hotel Elena ed ex Bagni Erminia) e sette impianti minori, tra chioschi bar, rimessaggio e noleggio imbarcazioni. Ora l’ufficio demanio avvierà le verifiche dei requisiti di legge prima delle aggiudicazioni formali. 

Al di là del singolo esito, l’esperienza di Recco suggerisce alcune tendenze: competizione reale ma non aggressiva, peso del radicamento territoriale, valorizzazione di progetti che integrano servizi, sostenibilità e accessibilità.

Per Cesenatico questi segnali contano. La città romagnola, storicamente vocata al turismo balneare, è tra le più esposte alla transizione regolatoria: la ripartenza delle gare può cambiare gli equilibri tra imprese familiari e nuovi operatori, accelerare la riqualificazione delle strutture e irrigidire, almeno nella fase iniziale, i conti economici per via degli investimenti richiesti. 

Osservare come i bandi vengono costruiti altrove – criteri di punteggio, durata delle concessioni, clausole sociali per la tutela dei lavoratori stagionali, piano di manutenzione delle spiagge e degli accessi – aiuta ad evitare errori e a favorire una competizione orientata alla qualità.

Non si tratta di prendere Recco come “case history” definitiva, ma come uno dei primi tasselli di un mosaico nazionale. Nei prossimi mesi gli esiti di altre aste, dalla Liguria alla Toscana, dal Lazio all’Adriatico, restituiranno un quadro più nitido. 

Intanto Cesenatico fa bene a tenere lo sguardo alto: capire per tempo quali modelli funzionano significa farsi trovare pronti quando toccherà al proprio litorale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Immagine di Redazione

Redazione

La nostra redazione è composta da appassionati di Cesenatico e della sua comunità, che con dedizione e passione si impegnano a raccontare storie, eventi e novità che animano la nostra realtà locale.