Gli organizzatori de Il Pesce fa Festa – Confcommercio e Confesercenti – intervengono in merito all’articolo pubblicato ieri mattina sulla nostra testata, prendendo le distanze dalle ricostruzioni proposte e offrendo la loro versione sulle scelte compiute per l’edizione in corso. “La manifestazione – spiegano – è il risultato di un lavoro di preparazione che si sviluppa su cinque mesi e su un’area complessiva di circa 2.500 metri quadrati. Nel periodo che precede l’allestimento, ogni aspetto operativo viene valutato: dalla disposizione degli stand alla gestione dei cantieri temporanei, fino ai passaggi legati a sicurezza e flussi di pubblico”.
Secondo gli organizzatori, l’evento è inserito in un percorso di crescita consolidato. Negli ultimi anni si è registrato un aumento delle presenze, “fino a 80mila visitatori”, insieme a un ampliamento del calendario di iniziative collaterali. Dati che, a loro giudizio, confermano la tenuta e l’attrattività della formula. L’obiettivo dichiarato resta quello “di proporre un’offerta orientata all’eccellenza: dalla selezione dei prodotti alla qualità del servizio, passando per la cura della comunicazione e dell’accoglienza”.
Gli organizzatori richiamano la vicenda della Cooperativa Casa del Pescatore, chiarendo “che dal 2019 la cooperativa non partecipa più alla manifestazione e che non vi sarebbe dunque ragione – a loro avviso – per chiamarla in causa nelle dinamiche dell’edizione attuale”. Per quanto concerne l’assegnazione dei posti dei tre stand di pescatori, “in origine – prosegue la nota – lo spazio era pensato in condivisione proprio al posto di quello della Cooperativa in zona Mercato Ittico. La condivisione non è stata accettata e le tre realtà hanno trovato posto in altre piazze distinte in base al tipo di proposta offerta al pubblico”.
Viene respinta anche l’ipotesi di intrighi di natura politica o di orientamenti di parte nelle decisioni assunte. “L’evento non ha finalità partitiche né anima partitica”, sottolineano Confcommercio e Confesercenti, che rivendicano “la neutralità” dei criteri adottati per le scelte logistiche e organizzative. In quest’ottica, ogni attribuzione di preferenze a componenti o rappresentanti di partito è ritenuta “priva di riscontro”.
Sul fronte della qualità e dei controlli, gli organizzatori ricordano l’esistenza di un disciplinare che vincola ogni stand e la presenza di un tavolo tecnico dedicato, con il coinvolgimento di Ausl e Capitaneria di Porto. A questi soggetti spetta anche l’attività di verifica e l’eventuale sanzione in caso di irregolarità. L’insieme delle misure – è la tesi – “mira a garantire standard omogenei, sicurezza alimentare e tutela del pubblico”.
La replica si chiude con un invito a non “gettare ombre” sulla manifestazione, nella consapevolezza del suo impatto economico e reputazionale per Cesenatico. Gli organizzatori ribadiscono di “voler mantenere aperto il dialogo con operatori e portatori d’interesse”, con l’obiettivo di proseguire sulla linea di crescita registrata in anni recenti e di assicurare “un’esperienza coerente con le aspettative dei visitatori. In questa cornice – concludono – le scelte tecniche e organizzative restano ancorate a criteri di sicurezza, trasparenza e funzionalità dell’evento”.