Innovazione, qualità del lavoro e partecipazione come strumenti per affrontare le trasformazioni economiche e tecnologiche in corso. Sono questi i temi che hanno segnato l’assemblea regionale di Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia-Romagna, svoltasi a Bologna, che si è conclusa con la riconferma di Alessio Passini alla presidenza della Federazione regionale.
L’appuntamento, dal titolo “Oltre il mercato. Il modello cooperativo tra sfida digitale ed economia sociale”, ha rappresentato un momento di confronto sulle prospettive del settore dei servizi e del lavoro, in una fase caratterizzata da cambiamenti profondi che coinvolgono imprese, occupazione e modelli produttivi. Tra i temi affrontati: l’impatto dell’intelligenza artificiale, il ruolo degli appalti, la produttività, la sostenibilità e il rapporto tra innovazione e coesione sociale.
Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia-Romagna rappresenta oggi 368 cooperative attive in numerosi comparti, dalla logistica ai trasporti, dal facility management ai servizi ambientali, fino all’edilizia e alla ristorazione collettiva. Il sistema coinvolge complessivamente oltre 35 mila soci e quasi 40 mila occupati, con un valore della produzione superiore a 3,3 miliardi di euro. Negli ultimi quattro anni si è registrata una crescita del valore della produzione del 40,4%, accompagnata da un incremento occupazionale del 6,1%.

Nel corso della sua relazione, Passini ha sottolineato come il tema centrale non sia soltanto la crescita del settore dei servizi, ma la qualità dello sviluppo e del lavoro generato. «La cooperazione deve dimostrare di essere un’impresa capace di costruire avvenire», ha affermato, evidenziando la necessità di tenere insieme innovazione, qualità dell’occupazione e responsabilità sociale.
Ampio spazio è stato dedicato anche all’intelligenza artificiale e alle trasformazioni tecnologiche. Nel dibattito è emersa la necessità di governare questi processi senza subirli, puntando su formazione, capitale umano e partecipazione dei lavoratori. Un aspetto considerato decisivo per evitare che le nuove tecnologie producano esclusivamente effetti di compressione del lavoro e delle relazioni industriali.
Al centro del confronto anche il ruolo pubblico nella regolazione del mercato dei servizi, con particolare attenzione al sistema degli appalti e al superamento delle logiche fondate esclusivamente sul massimo ribasso. L’obiettivo indicato dalla Federazione è costruire un modello di sviluppo capace di coniugare efficienza economica, competitività e qualità del lavoro, mantenendo saldo il legame con il territorio e con la dimensione sociale dell’impresa cooperativa.



