Il Comune di Cesenatico entra ufficialmente in campo davanti alla Corte Suprema di Cassazione nel lungo e complesso contenzioso legato alla darsena “Onda Marina”. La Giunta ha infatti deciso di procedere alla costituzione in giudizio per tutelare “atti, ragioni e interessi dell’Ente” a seguito del ricorso notificato dalla società Coast to Coast Investimenti S.r.l., attuale concessionaria.
La vicenda ha radici lontane. Il Comune di Cesenatico è stato parte nella causa civile promossa dai diportisti della darsena nei confronti del concessionario. Il procedimento è rimasto sospeso per anni a causa di querele di falso sui contratti, per poi essere riassunto nel 2021 su istanza dei concessionari. Già nel 2004 la difesa del Comune era stata affidata all’avvocato Andrea Zavatta.
In primo grado, il Tribunale di Bologna aveva accolto integralmente la linea difensiva del Comune, rigettando le domande risarcitorie rivolte anche all’ente. Ma la partita si è riaperta in appello: da un lato i diportisti, dall’altro la stessa Coast to Coast, hanno impugnato la decisione.
La Corte d’Appello di Bologna, con sentenza del 2 dicembre 2025, ha disposto la condanna del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al risarcimento per il mancato godimento pluriennale dei posti d’ormeggio, ha ripartito le spese legali coinvolgendo in solido Ministero e concessionaria e ha previsto ulteriori somme a carico di Coast to Coast, anche in favore della Cassa delle Ammende.
Dopo la notifica, il 2 febbraio 2026, del ricorso in Cassazione presentato dalla società, la Giunta ha ritenuto necessario formalizzare la presenza del Comune nel nuovo grado di giudizio, autorizzando il sindaco Matteo Gozzoli a compiere “tutti gli atti necessari” con i più ampi poteri di rappresentanza sostanziale e processuale.
La delibera è stata dichiarata immediatamente eseguibile per urgenza, con voto unanime della Giunta. Un passaggio che conferma come, dopo oltre vent’anni di carte e sentenze, la partita “Onda Marina” resti ancora aperta e destinata a giocarsi fino all’ultimo grado di giudizio.