21 Settembre, 2026 Cesenatico

Convegno sulla disabilità col ministro Locatelli: “La parola chiave è collaborazione”

Si è svolto ieri sera a Cesenatico, al Palazzo del Turismo Primo Grassi, il convegno “La disabilità in Romagna”, promosso dal Rotary Club Cesenatico Mare e dedicato ai temi dell’inclusione e del sostegno alle persone più fragili. Ospite della serata il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del presidente del Rotary Klodian Matija, seguiti dall’intervento di Fiorella Sgallari, past governor del Distretto 2072. Hanno quindi preso la parola il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli e il vice sindaco di Bellaria Igea Marina Francesco Grazzi, che hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e territorio.

Spazio poi al mondo associativo e cooperativo romagnolo con gli interventi di Francesca Montalti (presidente Anffas Cesena), Fiorella Casali (presidente Coop. Ccils Cesenatico-Bellaria) e Giuseppina Sacchetti (presidente Associazione GRD Cesena) che hanno portato esperienze concrete e criticità quotidiane.

La seconda parte della serata, moderata dal giornalista Giacomo Mascellani, ha visto gli approfondimenti tematici: l’avvocata Maria Gabriella Di Pentima ha trattato gli “Aspetti legali della disabilità”; il dottor Enrico Valletta, direttore della Pediatria dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, ha affrontato il tema della disabilità nell’infanzia; la psicologa Veronica Vicini ha parlato di “Percorsi di affettività e sessualità”; infine Omar Gobbi ha portato la propria testimonianza personale.

A chiudere il convegno è stato l’intervento del ministro Locatelli, che ha richiamato l’attenzione su inclusione, progettualità e politiche nazionali.

«È stato per me un grande onore essere qui con voi – ha esordito il Ministro – in un contesto che sento vicino e con cui, nel corso della mia esperienza, ho collaborato spesso. Ho voluto esserci nonostante una giornata molto intensa, perché credo profondamente nel valore di questa rete, nel contributo del Rotary e nel lavoro svolto insieme, in particolare con il distretto Emilia-Romagna, che ha avuto un ruolo di guida in un grande progetto che coinvolge però tutto il Paese.

La prima parola chiave – ha proseguito – è collaborazione: da soli non si va da nessuna parte. Lo abbiamo imparato nei momenti più duri della pandemia, quando è apparso evidente che istituzioni, terzo settore e realtà private, ciascuna da sola, non sarebbero state sufficienti. Solo mettendo insieme visione, strumenti e presenza sul territorio si possono dare risposte vere alle persone.

La seconda parola chiave è disabilità. La disabilità non è un’etichetta, non è un limite che definisce una persona: è una condizione, che prende forma anche nel rapporto con l’ambiente che ci circonda. Parliamo di una realtà che riguarda milioni di persone in Italia, in Europa e nel mondo, e che per questo impone un cambiamento culturale prima ancora che amministrativo.

La riforma – ha sottolineato la Ministra – punta proprio a questo: superare una logica assistenzialistica e una presa in carico frammentata, in cui le famiglie sono costrette a rincorrere risposte diverse tra scuola, sanità, comuni e servizi. La sfida è costruire un sistema capace di integrare mondo sociale e sanitario, mettendo davvero al centro la persona. Oggi, grazie alla tecnologia, alla medicina e all’innovazione, le persone con disabilità possono avere molte più opportunità rispetto al passato. Per questo non possiamo restare fermi: devono essere le istituzioni a muoversi verso le persone, non il contrario.»

Accanto ai contenuti, tuttavia, emerge un dato critico: la partecipazione limitata, con meno di cento persone presenti che, poi durante la serata, sono salite a 150. Un numero comunque esiguo per un appuntamento di questo livello istituzionale, che evidenzia come il tema della disabilità, al di là delle dichiarazioni, fatichi ancora a coinvolgere pienamente la comunità. Una questione che resta troppo spesso circoscritta a chi la vive direttamente, mentre dovrebbe rappresentare una responsabilità condivisa.

FOTOSERVIZIO ANDREA MEDRI

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