L’Emilia-Romagna entra negli ultimi metri prima dell’obbligo assicurativo contro i rischi catastrofali e lo fa con il fiato corto. La fotografia è netta: soltanto il 15 per cento delle imprese, ad oggi, ha una copertura attiva per terremoti, alluvioni, frane e inondazioni.
Il conto è semplice e impietoso, cinque aziende su sei restano scoperte, mentre il calendario corre spedito verso il 1° gennaio 2026, data da cui – salvo ulteriori proroghe – per le micro e piccole attività la polizza diventa un “requisito necessario” per tutelarsi e per accedere a bandi e contributi.
A trainare l’urgenza non è solo la burocrazia, ma l’evidenza di un clima che cambia e presenta conti sempre più salati. Cesenatico lo sa bene: negli ultimi tempi gli eventi atmosferici estremi hanno colpito con forza, lasciando dietro di sé capannoni allagati, impianti danneggiati, giorni di produzione persi.
L’assicurazione, fin qui percepita come un costo evitabile, si trasforma in una cintura di sicurezza per la continuità aziendale. Senza copertura, ogni sinistro rischia di diventare un macigno su bilanci già compressi, con ricadute sull’occupazione e sulla capacità di investire.
In gioco non ci sono solo muri e macchinari, ma la ripartenza dopo lo stop, la liquidità per pagare fornitori e stipendi, la credibilità verso le banche. L’obbligatorietà allarga la platea, redistribuisce il rischio e può calmierare i premi, oggi sostenuti soprattutto da chi opera in aree più esposte. Allo stesso tempo accelera i tempi dei risarcimenti, elemento decisivo per ridurre il fermo delle attività.
Per le imprese romagnole la parola d’ordine è programmare adesso: mappare siti e beni, individuare franchigie sostenibili, includere il danno da interruzione dell’attività, confrontare più offerte, investire in misure di prevenzione che riducono impatti e costi. Non si tratta di un adempimento formale, ma di una scelta di gestione del rischio che vale quanto una linea di produzione efficiente.
Tra poche settimane scade l’alibi del rinvio. In Emilia-Romagna e a Cesenatico la differenza tra restare in piedi o fermarsi potrebbe passare da una polizza firmata in tempo.