7 Novembre, 2026 Cesenatico

Corte dei Conti, bilancio regionale promosso ma sanità sotto esame

La Regione Emilia-Romagna supera l’esame della Corte dei Conti, ma la promozione non è senza osservazioni. Il giudizio di parifica sul rendiconto 2025 riconosce infatti un netto miglioramento nella gestione dei conti pubblici: il bilancio chiude con un saldo positivo di 270,5 milioni di euro, il debito continua a diminuire e i tempi di pagamento ai fornitori restano molto al di sotto dei limiti di legge, con una media di 14 giorni rispetto ai 30 previsti.

Un quadro che certifica, secondo i magistrati contabili, un “cambio di passo” rispetto al passato. La situazione finanziaria appare oggi più chiara e ordinata, anche sul fronte sanitario, dove negli anni precedenti erano stati utilizzati interventi tampone per contenere squilibri che solo ora emergono con maggiore trasparenza.

Proprio la sanità resta però il capitolo più delicato. Al 31 dicembre 2025 il consolidato regionale presenta ancora un rosso di poco inferiore ai 118 milioni di euro. La Corte non contesta il percorso intrapreso, ma invita la Regione a intervenire sulle aree considerate più critiche, a partire dal ricorso ai medici gettonisti. Una soluzione che può essere inevitabile nelle emergenze, ma che non può diventare ordinaria: i costi sono molto più elevati rispetto al personale dipendente e il sistema rischia di mortificare i medici di ruolo.

Nel mirino finiscono anche le consulenze legali esterne affidate dalle Ausl, nonostante la presenza di uffici interni, e alcune prestazioni specialistiche esternalizzate che potrebbero essere svolte direttamente nelle strutture pubbliche. Per la Corte si tratta di settori nei quali è possibile recuperare risorse senza ridurre i servizi ai cittadini.

Altre osservazioni riguardano il fondo rischi legali, ritenuto troppo ridimensionato rispetto ai possibili esiti dei contenziosi, e la necessità di rafforzare il controllo pubblico sulle società partecipate, con particolare riferimento a Tper.

Il presidente Michele de Pascale ha accolto il giudizio rivendicando la solidità dell’Emilia-Romagna, definita tra le Regioni più virtuose del Paese, ma ha riconosciuto che esistono margini di miglioramento. Sul disavanzo sanitario ha assicurato che nel 2026 l’obiettivo è arrivare a zero, aggiungendo che dal 12 giugno la Regione non ricorre più ai medici gettonisti. Critica l’opposizione, con Fratelli d’Italia che parla di inefficienze i cui costi ricadono sui cittadini.

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