Quasi cinquemila persone passate a “miglior vita” in vent’anni. Dietro al freddo dato statistico – 4.970 residenti morti a Cesenatico tra il 2005 e il 2024 – ci sono famiglie, amicizie, pezzi di città. Il 2 novembre invita a ricordarli, ma quei numeri pongono anche una domanda: rispetto al passato si muore di più?
Considerando i decessi in rapporto agli abitanti, sì. Nel 2019 furono 251, nel 2024 sono stati 274, con una popolazione rimasta intorno a quota 26mila. Il rapporto è passato da circa 9,6 a 10,5 morti ogni mille residenti.
Per capire questa crescita bisogna però guardare alla carta d’identità della città. All’inizio del 2015 l’età media era di 44,8 anni; dieci anni dopo è arrivata a 47,8. Nello stesso periodo i residenti con almeno 65 anni sono passati da 5.685 a 6.555: ormai uno su quattro.
Una città più anziana registra fisiologicamente più decessi, anche senza un peggioramento delle condizioni di salute nelle singole fasce d’età.
E negli anni del Covid? Nel 2020 i decessi furono 262, undici più del 2019: un incremento del 4,4%. L’impennata arrivò nel 2021, con 319 morti, il massimo della serie 2002–2024: il 27% in più rispetto al 2019 e circa 12,3 decessi ogni mille abitanti.
La città cambia anche attraverso queste assenze. E dietro una media di circa cinque morti alla settimana restano nomi e storie che nessuna statistica può raccontare fino in fondo.
