Lo shock energetico provocato dalla guerra nel Golfo Persico e dal blocco dello Stretto di Hormuz riporta al centro una questione decisiva per il futuro dell’economia italiana: la sicurezza degli approvvigionamenti e il costo dell’energia. È da questa consapevolezza che è partita la direzione seminariale promossa da Legacoop Romagna, alla quale hanno partecipato una sessantina di dirigenti cooperativi di Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini.
Al centro del confronto, a cui ha preso parte anche il professor Carlo Alberto Carnevale-Maffè, docente di strategia aziendale dell’Università Bocconi, c’è stata la necessità di ragionare senza tabù sulle scelte energetiche del Paese.
In apertura dei lavori il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi, ha richiamato i rischi per un sistema economico già segnato da una crescita debole e da una forte dipendenza dall’estero. Il prezzo dell’energia, ha sottolineato, continua a penalizzare l’Italia rispetto ai principali partner europei.
Secondo Carnevale-Maffè, l’attuale scenario impone a Italia ed Europa di “alzare l’asticella”, superando inerzie e lentezze burocratiche. La sfida riguarda lo sviluppo delle fonti rinnovabili, degli impianti di accumulo e, soprattutto, la riapertura di un confronto serio sul nucleare di nuova generazione. Le nuove tecnologie, in particolare gli Smr, i piccoli reattori modulari, consentirebbero infatti di ridurre rischi, costi e tempi di realizzazione, offrendo una prospettiva più sostenibile rispetto al ritorno al carbone e alla dipendenza dalle fonti fossili.
Accanto a questo scenario, Legacoop Romagna sta già lavorando da anni su un modello energetico territoriale fondato su comunità energetiche, fotovoltaico, mobilità sostenibile e aggregazione della domanda e dell’offerta. Come ha spiegato il responsabile Energia Emiliano Galanti, sono già quattro le comunità energetiche costituite tra Romagna e Imolese, riunite nel network Energia Romagna, con 80 soci, 50 imprese e 250 utenze coinvolte. Nel 2026 è previsto l’allaccio di nuovi impianti fotovoltaici per circa 10 MW complessivi. Un’infrastruttura concreta, già in costruzione, che affianca al dibattito strategico risposte immediate per famiglie e imprese.