Un nuovo episodio riporta l’attenzione sul problema degli immobili abbandonati presenti sul territorio di Cesenatico. Con un’ordinanza firmata il 19 giugno dal dirigente comunale Chiara Benaglia, il Comune ha imposto ai proprietari di un edificio in stato di degrado situato in viale Camillo Benso di Cavour 17 di intervenire per ripristinare le condizioni di sicurezza dopo un parziale cedimento strutturale.
L’allarme era scattato l’11 giugno, quando i Vigili del Fuoco di Forlì-Cesena erano intervenuti a seguito del crollo di una parte della struttura, già considerata pericolante e precedentemente delimitata. Fortunatamente l’episodio non ha provocato danni a persone o cose, ma la situazione ha richiesto ulteriori misure di sicurezza.
La zona interessata, infatti, si trova a ridosso di attività frequentate durante la stagione estiva, per questo motivo i Vigili del Fuoco hanno disposto un ampliamento dell’area interdetta, utilizzando transenne e nastri messi a disposizione dal Comune.
Sul posto sono intervenuti anche una pattuglia della Polizia Locale e i Carabinieri. Su richiesta dei Vigili del Fuoco, l’amministrazione comunale ha quindi emesso un’ordinanza urgente nei confronti degli eredi della proprietà.
Fra gli interventi richiesti figurano la messa in sicurezza del rudere sotto la supervisione di un tecnico abilitato, l’esecuzione di tutte le opere necessarie per prevenire ulteriori cedimenti e la realizzazione di recinzioni adeguate e non scavalcabili che sostituiscano le transenne provvisorie installate durante l’emergenza.
Per completare queste opere è stato concesso un termine di 30 giorni dalla notifica del provvedimento.
L’ordinanza dispone inoltre il divieto assoluto di utilizzo dell’immobile, che da tempo versa in uno stato di forte degrado e risulta privo di agibilità. Il documento ricorda inoltre che, trattandosi di una vecchia colonia inserita nel tessuto urbanistico R1 del Piano urbanistico generale, l’unico intervento consentito è quello della demolizione e successiva ricostruzione.
In caso di mancato rispetto delle prescrizioni, i proprietari rischiano sanzioni amministrative e anche conseguenze penali.