7 Novembre, 2026 Cesenatico

Da Ben Johnson a Maradona, quando a Cesenatico accadono cose strane

C’è uno stadio in Romagna che, più che un campo, è un album di figurine vivente. Il “Moretti”, inaugurato nel 1980, quest’anno spegne 45 candeline. Quasi mezzo secolo in cui un paesino di mare ha visto passare, tra una risacca e una granita, personaggi che normalmente si incontrano solo nei manuali di storia dello sport. A Cesenatico, insomma, accadono cose strane… e bellissime.

Prendete Ben Johnson: per poche ore, a Seul 1988, fu l’uomo più veloce del pianeta, oro olimpico nei 100 metri prima della squalifica per doping che lo trasformò in un caso planetario. Eppure, proprio lui, il volto più discusso della velocità, si presentò sulla pista del Moretti per un meeting estivo: una comparsa che oggi suona quasi surreale, e che racconta quanto la provincia, a volte, sappia diventare centro.

Oppure Diego Armando Maradona. Il più grande di sempre, capace di far sembrare semplice l’impossibile, regalò al Moretti una serata da stropicciarsi gli occhi: un’esibizione, una partita, l’eco delle sue giocate a pochi metri dall’Adriatico. Da Napoli a Cesenatico il passo non è breve, ma con Maradona le distanze si piegavano al suo talento.

E che dire del 5000 metri del 1986: Stefano Mei, allora giovane mezzofondista destinato a diventare campione d’Europa dei 10.000 (Stoccarda ’86) e poi dirigente federale, sfidò Salvatore Antibo, futuro oro europeo su 5000 e 10.000 (Spalato ’90) e argento olimpico sui 10.000 (Seul ’88), e Alberto Cova, già campione olimpico dei 10.000 (Los Angeles ’84), mondiale ’83 ed europeo ’82. Una gara da brividi, “da Olimpiadi”, incastonata nell’anello rosso di una città di 25 mila abitanti.

Capitolo calcio: nel 1990 lo stadio accolse l’Inter di Giovanni Trapattoni, la corazzata che aveva in Lothar Matthäus, Jürgen Klinsmann e Andreas Brehme l’ossatura della Germania Ovest. Poche settimane dopo, quei tre avrebbero vinto il Mondiale Italia ’90, rovinando le nostre “notti magiche”. Anche qui, la provincia come snodo della grande storia.

Quarantacinque anni dopo, il Moretti continua a stare dove è sempre stato: tra il profumo di salsedine e la testarda ambizione romagnola. Ma se ci fate caso, la sua cronaca somiglia a una leggenda: ogni tanto, a Cesenatico, passano i giganti. E quando succede, il confine tra periferia e capitale dello sport si dissolve come un’onda sulla battigia.

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