Negli ultimi mesi lungo la costa romagnola si sta consolidando un fenomeno nuovo: nascono comitati cittadini che chiedono più ordine, sicurezza e decoro. È accaduto a Tagliata, località della Riviera dei Pini dove il Cas (Centro di accoglienza straordinaria) è stato collocato nel cuore della zona turistica, scelta politico-logistica discutibile che ha accentuato criticità già presenti. Cittadini, operatori economici e anche alcuni turisti si sono organizzati in un comitato per chiedere risposte e tutele.
A ruota è arrivato Cesenatico, città che vive di turismo e che dopo l’estate ha registrato episodi di microcriminalità. Lunedì scorso il neonato Comitato per la Sicurezza e il Decoro ha tenuto il suo primo incontro ufficiale, molto partecipato: un segnale di sensibilità crescente e di voglia di protagonismo civico che non andrebbe liquidata come semplice protesta di pancia.
Quando nascono comitati, la politica tende spesso a sentirsi sotto processo. È un errore. Queste esperienze non sono, e non devono diventare, un contropotere che pretende di rimpiazzare sindaci, prefetture o forze dell’ordine. Possono invece essere antenne sul territorio, capaci di segnalare criticità, proporre soluzioni, alimentare reti di vicinato – dalle chat di quartiere alle passeggiate nei punti più sensibili – che nessuna amministrazione sarebbe in grado di garantire da sola.
L’esperienza di Tagliata lo dimostra: un avvio in salita, con una precedente amministrazione comunale restia al dialogo, ha prodotto qualche diffidenza e incomprensioni. Oggi, con la nuova giunta, il confronto appare più aperto (molto atteso l’incontro – fissato non senza difficoltà – del prossimo 15 dicembre col sindaco Missiroli e gli assessori Grandu e Boschetti). Sarebbe un peccato se a Cesenatico si ripetesse lo stesso copione. Il comitato ha espresso fin dall’inizio la volontà di confrontarsi con Comune e forze dell’ordine: sta alla politica decidere se intercettare questa energia o lasciarla sfogare ai margini.
Anche perché i confini amministrativi contano poco. I disagi legati al CAS di Tagliata – compreso il tema dello spaccio, con episodi che hanno toccato il territorio di Cesenatico – dimostrano quanto le due realtà siano intrecciate. Non è un caso che alla serata di debutto del comitato cesenaticense fossero presenti anche rappresentanti del gruppo di Tagliata.
In definitiva, i comitati per l’ordine e la sicurezza non sono una sconfitta per la politica, ma un test sulla sua capacità di ascolto. Se verranno accompagnati e messi a sistema potranno rafforzare il presidio civile del territorio; se saranno ignorati rischiano di trasformarsi in un altro segnale di distanza tra cittadini e istituzioni.