Da una parte c’è la “licenza comica” che, si sa, può sdoganare le battute più fastidiose, al limite dell’ingiurioso, dall’altra c’è il palcoscenico di Zelig con una platea di milioni di telespettatori che imporrebbe, noblesse obblige, un certo senso di responsabilità. Le due esigenze non sempre collimano e così capita – e non è la prima volta – che un esilarante siparietto in prima serata su Canale 5 si trasformi in un piccolo caso diplomatico.
Protagonista della querelle il nostro Paolo Cevoli che, nell’ultima puntata di Zelig, discorrendo amabilmente sulla candidatura dell’Emilia Romagna alle olimpiadi del 2036, è stato piuttosto severo nei confronti del mare Adriatico: “E’ un mare con acque limacciose”, “pieno di mucillagine”, “un mare da far invidia al Gange”, ha biascicato con il solito slang irresistibile l’assessore di Roncofritto scatenando la solita, grassa risata.
La clip è finita ovviamente anche sui canali social, dove tra le centinaia di commenti, più di un utente ha sottolineato “l’inopportunità” di quella battuta che rischia di cristallizzare tra l’opinione pubblica l’idea – ingenerosa – che il nostro mare, al pari del fiume indiano, sia veramente un acquitrinio maleodorante.
Per altro, come aggravante, c’è anche il ruolo pubblico di Paolo Cevoli che, più volte in passato, è stato il testimonial (molto ben pagato) di Visit Emilia Romagna e della nostra Regione, così come di altre realtà più locali come il Parco Naturale di Cervia o come l’azienda Caviro. Insomma, “tu quoque” ha esclamato, tra il serio e il faceto, qualche romagnolo “ferito”.

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